Polveri e timori di amianto all’ex Macello: residenti in allerta

L'interpellanza di Verdi e Indipendenti al Municipio: «L'esecutivo è al corrente della situazione?»
LUGANO - I disagi legati ai lavori di rimozione delle macerie dell’ex centro sociale Il Molino finiscono al centro di un’interpellanza dei Verdi e indipendenti. A sollevare il caso è una segnalazione datata 29 maggio, proveniente da un residente dello stabile di via Balestra 39, dove vivono circa 30 nuclei familiari, tra cui bambini e anziani.
«Da quando sono iniziati i lavori di rimozione, i terrazzi e gli appartamenti si stanno riempiendo di polveri fini», si legge nella comunicazione. Nonostante le rassicurazioni ricevute tramite posta, che escluderebbero la presenza di materiali tossici, i residenti segnalano che «gli operai indossano tute complete e maschere (giustamente) e viene spruzzata dell’acqua per evitare il diffondersi della polvere nell’ambiente». Da qui il timore diffuso: «Sappiamo tutti che lì c’è amianto».
La situazione è resa più critica dalle condizioni climatiche. «Le attività di rimozione sono state pianificate in estate (tra l’altro in un periodo di forte canicola)», prosegue la segnalazione, spiegando come alcuni inquilini abbiano scelto di non aprire le finestre e di non utilizzare i terrazzi per evitare l’ingresso delle polveri. «Siamo quindi costretti a scegliere se vivere in appartamenti surriscaldati oppure convivere con le polveri negli appartamenti».
Da qui le domande rivolte al Municipio e riprese nell’interpellanza firmata da Danilo Baratti, Marisa Mengotti e Luisa Orelli: «L’esecutivo è al corrente del disagio descritto?». E ancora, «l’acqua spruzzata è sufficiente a evitare il diffondersi delle polveri?».
I firmatari interrogano anche la tempistica dei lavori. Pur riconoscendo che al momento della pianificazione non era prevedibile una sequenza di giornate canicolari già a maggio, chiedono se, una volta scattato l’allarme caldo, non fosse opportuno sospendere temporaneamente le operazioni, «vista la particolare situazione di quel cantiere».
Un’attenzione viene posta anche alle condizioni dei lavoratori impegnati sul posto, costretti a operare con tute e maschere protettive. «In questo ambito la responsabilità diretta sarà delle ditte e non del committente, ma non c’erano, nei giorni scorsi, condizioni climatiche che imponevano provvedimenti particolari a protezione dei lavoratori?».
Infine, l’interpellanza chiede al Municipio di rendere noti i risultati delle «ispezioni sostanze nocive e caratterizzazione dei rifiuti» previste dal messaggio 12553, per un importo di 88 mila franchi, considerando che al momento della risposta i lavori dovrebbero essere conclusi.
Tra le criticità segnalate, emerge anche un episodio che i residenti definiscono come «una nota positiva»: nel pomeriggio di venerdì 29 maggio, durante l’incendio in via Maggio e la conseguente nube nera, «le finestre del palazzo erano già chiuse, i balconi già deserti».



