Tragedia di Crans-Montana, ora l'ex sindaco collabora con la giustizia

Dopo una prima audizione in cui si era avvalso della facoltà di non rispondere, oggi l’ex sindaco di Chermignon ha risposto alle domande delle procuratrici.
CRANS-MONTANA - Jean-Claude Savoy, ex sindaco di Chermignon (oggi frazione del comune di Crans-Montana) ha deciso di collaborare con la giustizia nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio del Constellation di Crans-Montana.
Come aveva annunciato lo scorso 13 maggio al termine della sua prima audizione, questa mattina si è presentato davanti al gruppo di procuratrici incaricate del caso e ha scelto di rispondere alle domande, secondo quanto riferito da fonti vicine alle indagini contattate da Keystone-ATS.
In occasione della precedente audizione, il politico in pensione si era avvalso della facoltà di non rispondere, non avendo ancora avuto accesso al fascicolo. Una volta ottenuti gli atti, aveva dichiarato, avrebbe collaborato, assumendosi le proprie responsabilità politiche. Una promessa che ora ha mantenuto.
Savoy è stato sindaco di Chermignon dal 2009 al 2016. Nel 2015, quando era ancora in carica, aveva co-firmato un’autorizzazione all’esercizio del bar, in seguito a lavori commissionati dal nuovo gestore Jacques Moretti. Con la creazione del comune di Crans-Montana, il 1° gennaio 2017, non aveva poi proseguito la sua carriera politica.
Le audizioni nell’ambito dell’inchiesta proseguono: il responsabile della sicurezza di Chermignon, in carica fino al 31 dicembre 2016, sarà ascoltato martedì 28 luglio a Sion. La sua comparizione è stata rinviata di due settimane per l’indisponibilità del suo avvocato. Martedì scorso, anche l’ex vicesindaco (2013-2016) si è presentato al campus Energypolis su invito del Ministero pubblico.
Dopo queste audizioni di ex funzionari e politici comunali, la Procura dovrebbe essere in grado di stabilire se ampliare o meno l’elenco degli indagati, che al momento conta quindici persone. Tutti devono rispondere delle stesse accuse: omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Dalla sua ultima audizione del 5 giugno, Jessica Moretti è inoltre indagata anche per falso in atto pubblico.



