Le piene saranno più intense e frequenti entro la fine del secolo

Uno studio dello SLF indica un aumento delle alluvioni estreme nell'area alpina già da metà secolo.
DAVOS - Le Alpi dovranno confrontarsi con un rischio di piene più elevato del previsto. È quanto emerge da un nuovo studio dell'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), basato sui dati orari di 384 corsi d'acqua dell'area alpina. Secondo i ricercatori, entro la fine del secolo le inondazioni estreme saranno più intense e più frequenti.
A ogni grado di riscaldamento globale, le precipitazioni intense aumentano di intensità, con effetti diretti sulle alluvioni. Le nuove previsioni risultano più pessimistiche rispetto alle precedenti, che ipotizzavano piene in diminuzione o stabili a causa della riduzione dello scioglimento della neve primaverile.
Secondo lo SLF, tali studi si basavano però su dati giornalieri che non riuscivano a cogliere adeguatamente gli episodi brevi ma intensi di pioggia. Analizzando invece i dati ora per ora, emergono differenze significative. «Non ci aspettavamo scarti così marcati rispetto ai dati giornalieri», ha dichiarato l'idrologo Paul Astagneau.
I risultati indicano che per ogni grado in più di riscaldamento, le precipitazioni intense su base oraria aumentano di circa il 7%. Le piene tenderanno a verificarsi più spesso già a partire dalla metà del secolo.
In particolare, l'alluvione cosiddetta centennale – che oggi si verifica in media una volta ogni 100 anni – potrebbe diventare dal 5 al 15% più intensa e presentarsi con una frequenza maggiore, fino a ogni 45-80 anni nelle regioni alpine.



