Un percorso culinario ricercato con un occhio attento alla sostenibilità

Ieri sera 9 novembre al Grand Hotel Villa Castagnola ospite di Alessandro Boleso è arrivata Manu Buffara da Curitiba, l'ottava città più popolata del Brasile, e soprattutto una delle più grandi della regione del sud. Eletta nel 2022 miglior chef donna dell’America Latina da The World’s 50 Best Restaurants, è cresciuta in una realtà rurale, sviluppando sin da bambina una spiccata sensibilità per i prodotti della terra e portando nei piatti la connessione profonda con la natura, con il suo approccio etico, fatto di ingredienti locali e ricerca continua dell’essenza territoriale.
Nel suo Ristorante Manu, aperto nel 2011, racconta i colori accesi della foresta atlantica brasiliana e ne celebra la biodiversità. Lavora esclusivamente con ingredienti stagionali e freschi e con il 60% di prodotti vegetali, usando tecniche moderne per trasformare ingredienti semplici in sofisticate creazioni.
Attraverso l'Istituto che porta il suo nome, fondato nel 2020, conduce iniziative di educazione alimentare e progetti di agricoltura urbana volti a rafforzare le comunità locali e a migliorare la sicurezza alimentare. Nascono così orti urbani con le comunità di famiglie che si dividono il raccolto e nelle case e per strada vengono posti centinaia di alveari per raccogliere il miele quasi quotidianamente, senza alcun pericolo perché le api indigene nel sud del Brasile nascono e vivono senza pungiglione e hanno la peculiarità di produrre un miele molto aspro e più liquido di quello europeo. I sapori che ha proposto sono stati valorizzati dai vini abbinati da Uvarara di Romolo Nottaris.
Altro legame con il Brasile durante la serata è stata la presentazione dei vini di Valsangiacomo la cui vendita è a sostegno dell’Associazione Casa dos Curumins che da 20 anni sostiene bambini e ragazzi nella zona Sud di San Paolo con attività ricreative ed educative.









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