Oltre 3'600 accessi in ospedale e 23 morti per il caldo

L'estate infernale appena trascorsa ha avuto ripercussioni dirette sugli ospedali ticinesi, con un aumento importante degli accessi e anche dei morti per cause correlate. L'ambiente più a rischio? Il proprio domicilio
Un'estate (quella che speriamo di esserci lasciati alle spalle) segnata dal caldo, con temperature elevate e periodi di canicola che si sono protratti per settimane. E il conto, oltre che nelle case e nelle città sempre più difficili da raffrescare, si è fatto sentire anche negli ospedali ticinesi.
Tra il 26 maggio e il 23 agosto, secondo i dati dell'Ente ospedaliero cantonale (EOC), sono stati 3’679 i pazienti visitati per prolemi riconducibili al caldo. Numeri che fotografano l'impatto delle alte temperature sulla salute della popolazione e, di riflesso, sull'attività dei pronto soccorso e del personale sanitario.
Oltre il 40% ha richiesto un ricovero
La maggior parte dei pazienti, 2’188 persone, pari al 59,5%, è stata dimessa direttamente dal pronto soccorso. Per altri 1’491 pazienti, il 40,5% del totale, è invece stato necessario il ricovero in altri servizi ospedalieri.
A ricorrere alle cure sono stati soprattutto gli uomini: 2’058, pari al 55,9%, contro 1’621 donne (44,1%).
Dal punto di vista geografico, il maggior numero di accessi è stato registrato a Lugano, con 1’370 pazienti, seguita da Bellinzona (1’165). Più distaccati Locarno, con 606 casi, e Mendrisio, dove ne sono stati contabilizzati 538.
Gli anziani tra i più colpiti
A confermare come il caldo rappresenti un pericolo soprattutto per le persone più fragili è anche la distribuzione per fasce d'età. Le categorie maggiormente coinvolte sono state quelle tra i 71 e gli 80 anni, che rappresentano il 17% dei pazienti, e soprattutto quella dagli 81 ai 90 anni, pari al 22%.
Ma la pressione sugli ospedali non si è limitata agli accessi ordinari. Durante i periodi più caldi si sono moltiplicati anche gli interventi più urgenti. I picchi di ingressi in codice rosso per problemi di salute legati alla canicola sono stati registrati il 26 e il 27 giugno, con 24 casi in entrambe le giornate, il 13 luglio (24), il 18 luglio (25), il 6 agosto (22) e il 14 agosto (23).
E il dato forse più significativo è quello relativo alla continuità del fenomeno: da fine giugno fino a Ferragosto, i giorni in cui gli ingressi in codice rosso legati al caldo sono scesi sotto quota dieci si contano sulle dita di una mano.
Malori soprattutto nei rispettivi domicili
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i malori non sono avvenuti prevalentemente sotto il sole, durante attività all'aperto o nelle ore più calde della giornata. Secondo i dati disponibili, 1’965 episodi si sono verificati al domicilio, contro 847 casi avvenuti all'aperto.
Un elemento che evidenzia quanto le alte temperature possano trasformarsi in un rischio anche per chi rimane chiuso in casa, in particolare quando le abitazioni non riescono a raffreddarsi durante la notte e il caldo si accumula per giorni.
Pesante il bilancio dei decessi: nel periodo preso in esame si contano 23 morti causate o correlate all'indice canicolare.
Dietro le cifre di un'estate eccezionalmente calda emerge così anche un'altra faccia della canicola: quella della crescente pressione sul sistema sanitario.



