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Meno male che hanno rimasterizzato il game più difficile di sempre

Dark Souls, la bestia nera venuta dal Giappone ritorna più brutto e cattivo che mai. Avrete abbastanza pelo sullo stomaco?
Meno male che hanno rimasterizzato il game più difficile di sempre
Dark Souls, la bestia nera venuta dal Giappone ritorna più brutto e cattivo che mai. Avrete abbastanza pelo sullo stomaco?
TOKYO - Solitamente quando si progetta un videogame si fa tutto il possibile per andare in contro al giocatore. L'obiettivo, infatti, è quello di farlo divertire, di guidarlo e di proporgli sfide che possa superare (col giusto sforzo) e trarne...

TOKYO - Solitamente quando si progetta un videogame si fa tutto il possibile per andare in contro al giocatore. L'obiettivo, infatti, è quello di farlo divertire, di guidarlo e di proporgli sfide che possa superare (col giusto sforzo) e trarne soddisfazione. La chiave per un buon gioco è proprio questa: raggiungere lo zen nel "coccolamento" di chi quel joypad lo brandisce.

Cinquanta sfumature di dolore - Com'è allora che a un manipolo di pazzi là in Giappone è venuto in mente di fare tutto il contrario, inventandosi una nuova e spietata corrente nel videogiocare? E, soprattutto, com'è che in milioni si sono (felicemente) riversati nei loro oscuri, turpi e massacranti mondi digitali? Puro, semplice e patologico masochismo? Forse sì.

Bastardo è bello - Ma forse è anche vero che Hidetaka Miyazaki con la sua serie "Dark Souls"  è riuscito a restituire al videogioco - a suon di trappole, boss devastanti e angherie - quell'aura di mistero da sala giochi d'un tempo. Niente più cuccioli mansueti e scontati ma demoniache bestie enigmatiche, da sconfiggere con il joypad da una parte e YouTube dall'altra per capire «Ma come diamine si butta giù questo demone grande come un palazzo?».

Come uno tsunami - Un brevissimo cenno storico: il "Dark Souls" originale usciva nel settembre del 2011 su Playstation 3, Xbox 360 e Pc generando un certo polverone in uno scenario videoludico che stava un po' abbandonando quella voglia di sperimentare degli anni precedenti. Il lavoro di Miyazaki & co. è una scossa tipo terremoto perché ignora proprio quei canoni che stavano iniziando a calcificarsi e che oggi sono praticamente intoccabili (ma anche un po' vetusti).

Più o meno da canone, ma poi... - Ambientato nel misterioso ed ermetico mondo di Lordran, un limbo eterno fra luce e tenebra, ci mette nei panni di un cadavere non-morto improvvisamente ritrovatosi in vita. La chiave di gioco è quella del gdr action in terza persona e in salsa fantasy, fra draghi, magie, spade e scudi. E in tutto questo di nuovo c'è davvero pochino.

... d'un tratto l'inferno - Quello che cambia completamente è invece l'impostazione spietata e non accondiscendente di un gioco che sembra fare tutto il possibile per opporsi al giocatore il quale, dal canto suo, deve fare tutto il possibile per domarlo. Il risultato è per alcuni un incubo indigeribile mentre per altri l'apice sublime. La via di mezzo è difficile.

Un lifting solo grafico - Vista la popolarità dei più o meno recenti (e già citati) "Bloodborne" e "Dark Souls III" perché non tornare a Lordran con una versione ripulita in Hd (e 60 fps) per le attuali macchine da gioco? Ed eccoci qua con "Dark Souls Remastered" che è poi solo un lifting cosmetico e incredibilmente rispettoso dell'originale. Il che è sia un bene sia un male.

I limiti restano quelli - Intendiamoci, l'epopea di Lordran è memorabile e ficcante oggi come ieri ma di sicuro non è roba per tutti. Al di là del gioco in sé (che è spietato forse anche di più di quanto ce lo ricordassimo) a risultare un filino fuori dal tempo (7 anni non sono bruscolini) è l'interfaccia e la quantità di poligoni sullo schermo. 

Per l'online niente compromessi - Altra cosa di cui tenere conto è l'online: volutamente criptico e incontrollabile, a suon di evocazioni e invasioni, che a chi è abituato ai titoli che oggi vanno per la maggiore - con il loro matchmaking intelligente e velocissimo - risulterà una pura, semplice e inutilizzabile follia. Anche se in questa versione rimasterizzata punta molto sulla componente web aumentando il numero di giocatori su schermo a 6.

Pensato per i fan più che per i novizi - In definitiva "Dark Souls Remastered" ci è sembrato più un regalo (insomma, costa comunque una quarantella) pensato per i fan di lungo corso più che per chi vuole partire alla scoperta il mondo violento dei giochi di From Software. A questi ultimi non possiamo che indicare "Bloodborne" (se hanno una Play) oppure il più contemporaneo "Dark Souls III".

VOTO: 8

"Dark Souls Remastered" è disponibile per Playstation 4, Xbox One, Pc Windows e Nintendo Switch (in uscita questa estate).

 

ZAF

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