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Lugano

Oltre 5mila spettatori al Film Festival Diritti Umani

La tredicesima edizione del festival ha visto premi internazionali, ospiti di rilievo e un'ampia partecipazione di studenti e cittadinanza.
Oltre 5mila spettatori al Film Festival Diritti Umani
FFDUL
Oltre 5mila spettatori al Film Festival Diritti Umani
La tredicesima edizione del festival ha visto premi internazionali, ospiti di rilievo e un'ampia partecipazione di studenti e cittadinanza.

LUGANO - Otto giorni di cinema, incontri e dibattiti, con oltre 5mila spettatori e più di 2mila studenti coinvolti. Si è conclusa oggi, 18 ottobre, la tredicesima edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano (FFDUL), che ha proposto 27 film da tutto il mondo, di cui 15 in anteprima svizzera, e oltre 30 appuntamenti.

Al centro della manifestazione, le grandi questioni legate ai diritti umani: dalle migrazioni alle guerre in Palestina e Ucraina, dagli autoritarismi alle eredità del colonialismo, passando per le battaglie delle donne, l'attivismo e l'intelligenza artificiale.

«Immaginare, sperare e ritrovare un mondo più giusto è sempre più necessario», sottolineano i co-direttori Antonio Prata e Margherita Cascio, ribadendo la volontà di mantenere il festival «un luogo di confronto aperto e uno spazio in cui prendere posizione di fronte a ingiustizie e disuguaglianze».

I premi e i protagonisti
Il Concorso internazionale, che ha visto otto lungometraggi selezionati tra circa 200 opere, ha premiato come miglior film Promised Spaces di Ivan Marković. Il Premio ONG di Amnesty International Svizzera è andato a Effondrement (Collapse), mentre il Premio del pubblico è stato assegnato a Trop c'est trop.

Il Premio Diritti Umani per l'Autore 2026 è stato conferito alla regista camerunense Rosine Mbakam, presente a Lugano per le proiezioni di Mambar Pierrette e Chez jolie coiffure. Le sue opere esplorano il colonialismo, le migrazioni, il razzismo sistemico e le condizioni delle donne africane. «Ricevere un premio come questo mi emoziona profondamente, ma è anche una responsabilità», ha dichiarato.

Tra gli ospiti anche Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i rifugiati fino al 2025, intervenuto all'inaugurazione, e Oleksandra Matvijčuk, Premio Nobel per la pace 2022 con il Centro per le Libertà Civili di Kyiv, che ha introdotto con un videomessaggio il documentario Traces, dedicato alle donne ucraine sopravvissute alle violenze della guerra.

Sale piene e dibattiti
Tra gli appuntamenti più seguiti, la doppia proiezione sold out di Naza, film di Yuval Abraham e Rachel Szor, che arriverà nelle sale ticinesi già questa settimana. Tutto esaurito anche per Il sospetto, cortometraggio di Piero Martinis realizzato interamente con l'intelligenza artificiale.

Il programma ha dato spazio anche alla politica migratoria svizzera, al conflitto israelo-palestinese, ai diritti dei lavoratori e alla repressione dell'attivismo studentesco nei campus americani. Una mostra al Cinema Corso ha inoltre raccontato le battaglie delle donne attiviste saharawi.

Particolare attenzione è stata riservata alle scuole, con oltre 2mila studentesse e studenti coinvolti nelle proiezioni e nei momenti di approfondimento. Un risultato sottolineato dal presidente del festival Roberto Pomari, che conferma l'impegno della manifestazione nel promuovere attraverso il cinema i valori della Dichiarazione universale dei diritti umani.

La manifestazione ha coinvolto anche diversi spazi cittadini grazie al programma OLTREFESTIVAL, tra incontri informali, eventi culturali e collaborazioni con le realtà del territorio.

Il presidente della Fondazione Diritti Umani Lugano, Bruno Bergomi, ha ringraziato organizzatori, collaboratori e volontari per il contributo alla riuscita dell'edizione.

L'appuntamento con la quattordicesima edizione è fissato per ottobre 2027.

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