La Città ha perso la bussola

Raoul Ghisletta, municipale Sinistra Lugano
LUGANO - Siamo ormai a metà legislatura e possiamo dire che la Città ha perso 2 anni.
La maggioranza di destra impone al Comune un’assurda politica di austerità negli investimenti.
Una città che non programma gli investimenti essenziali per affrontare le sfide attuali è una città imprevidente e di conseguenza malgovernata.
Il Consiglio comunale avrà il coraggio di distanziarsi dal piano finanziario udiccino, che mette un tetto assurdo agli investimenti essenziali per i quartieri e per ampie fasce di popolazione?
Mentre mancano investimenti importanti per la qualità della vita a Lugano, la maggioranza di destra si fa bella con le realizzazioni sportive. Ovviamente lo sport va sostenuto, soprattutto quello giovanile ed amatoriale, ma non basta per dare un futuro a Lugano.
- Mancano investimenti contro il riscaldamento climatico: l’unico investimento importante dei prossimi 10 anni è in Piazza Molino (0,6 milioni di franchi netti). Campo Marzio Sud e tanti altri interventi nei quartieri sono rinviati alle calende greche. Ci vorrebbero almeno 50 milioni in 10 anni per agire seriamente.
- Mancano investimenti per la mobilità: il sistema viario è saturo nelle ore di punta e non si può ampliare. Ci vogliono corsie preferenziali per rafforzare l’efficienza dei mezzi pubblici incolonnati nel traffico, piste ciclabili che vanno create al posto di inutili posteggi laterali (gli autosili hanno posteggi liberi), migliori trasporti locali nei quartieri.
- Mancano investimenti per l’alloggio a prezzi accessibili: la speculazione edilizia impera e il Comune dorme.
- Mancano investimenti per spazi culturali indipendenti e gestiti dal basso: gli spazi indipendenti privati chiudono uno dopo l’altro e l’ente pubblico avanza come una lumaca.
- Mancano investimenti per affrontare le emergenze sociali: il disagio dei ragazzi e giovani senza prospettive di impiego e formazione (NEET) arriva al 10% della classe d’età. Crescono pure il disagio delle persone con forti dipendenze e l’esclusione delle persone marginalizzate. A fronte di tutto ciò c’è il braccino corto imposto dal risanamento udc.
Per assicurarsi il potere la maggioranza di destra cosa fa? Cavalca la demagogia securitaria. La destra alimenta la paura per ergersi a muscolosa risolutrice dei problemi. Apertamente o ammiccando discredita lo straniero, stigmatizza il dissenso ed invoca solamente misure poliziesche. Il culmine di questa vergognosa postura è raggiunto equiparando le manifestazioni neofasciste pro remigrazione con quelle anticapitaliste e contro i crimini israeliani nel Vicino Oriente.
La Sinistra unita deve continuare a criticare questa narrazione tossica. Siamo la lingua che batte dove il dente duole e che deve indicare una via alternativa per uscire dal buio in cui la Città è finita.



