Che forza, ragazzi!

di Brenno Martignoni Polti
BELLINZONA - Una prestazione da incorniciare. Quella dell’Arrowhead Stadium di Kansas City. Da noi, andata in scena, dalle 3:00 del mattino. Domenica 12 luglio 2026. A dispetto dell’orario, tutti lì, in Patria e all’estero, a rispondere presente. Nelle piazze, nelle case, nei ritrovi di ogni genere. Assembramenti spontanei per respirare le emozioni dei quarti. Di intenso colore rossocrociato. Un intero Paese, desto. Nel pieno di una calda notte estiva. Con il fiato sospeso. Un vero e proprio appuntamento con la storia. I
l campionato mondiale, ancora una volta, dopo quel martedì 1. luglio 2014, ci ha riservato, sul nostro importante incedere, proprio l’Argentina. Un confronto di peso sulla ribalta internazionale. Quasi per misurare questa nostra costante crescita. Come non riandare alle radici. A quel 15 novembre 2009, quando i nostri emergenti talenti regalarono alla Svizzera la Coppa del Mondo Under-17. Tra loro, già Granit Xhaka e Ricardo Rodriguez.
Una maturità, che il calcio svizzero, non ha mancato di acquisire. Facendo tesoro di sempre maggiori esperienze. Le tribune livellano barriere. Aprono orizzonti. Ben oltre l’ambito agonistico. Una disciplina che sa coinvolgere ed entusiasmare all’unisono. Una festa senza frontiere. Oltre settantamila a echeggiare su spalti da capogiro. Partita non certo scontata. Fieri e determinati. Non abbiamo solo tenuto testa. Ma, per larga misura, gestito ritmi e gioco. Senza complessi. Missione dunque compiuta. Un accesso alle semifinali, per nulla remoto. Anzi, a ragionevole portata. Non coronato. Per pochissimo. Una manciata di minuti. Sul filo di un arbitraggio, di cui ci ricorderemo a lungo. Costretti a lasciare dopo i regolari e i supplementari. Amarezza inenarrabile. Ma pure tanto onore. A testa alta. Con fierezza. Assieme. Un gruppo deciso e compatto. Senza tenori intoccabili. E’ proprio il caso di dirlo. Una delusione indicibile.
Lo sconforto per averci creduto e esserci andati veramente più che vicini. Sul serio. Ad un soffio da un clamoroso e meritato passaggio. Costruito mattone dopo mattone. Negli anni. Una mentalità solida e vincente. Da autentico impegno corale. Al termine, immagini di forza indelebile. Emozioni scolpite nella memoria collettiva. Abbracci sentiti tra chi ce l’ha proprio messa tutta. Anima e corpo. Con passione. Un cuore grande che continua a battere per la nostra Bandiera. Orgogliosi. Ora più che mai. Pronti a ripartire. Con l’UEFA Nations League, già dietro l’angolo. Gli Europei. E, poi, di nuovo, il prossimo Mondiale. Per farci ancora sognare. Bravissimi ragazzi. Grazie Svizzera!



