Cosa cerca davvero un utente quando atterra sulla tua home page

I primi dieci secondi decidono quasi tutto
Uno studio di Microsoft Research, ripreso dal Nielsen Norman Group, ha analizzato il comportamento dei visitatori su oltre 200mila pagine web diverse, raccogliendo più di due miliardi di dati di permanenza. Il risultato è chiaro. In media una visita dura meno di un minuto, e buona parte degli utenti se ne va già entro i primi 10 o 20 secondi. Chi però riesce a superare quella prima soglia, restando sulla pagina per circa 30 secondi, tende poi a fermarsi molto più a lungo, spesso diversi minuti. La differenza tra un visitatore che se ne va subito e uno che resta si decide quindi in una manciata di secondi, ed è legata a una cosa sola, quanto è chiaro fin da subito lo scopo della pagina.
Le tre domande che un visitatore si pone senza saperlo
Nessun cliente arriva su un sito pensando consapevolmente a una lista di domande, ma il suo comportamento ne segue sempre tre, quasi automaticamente. Chi sei, e cosa fai. Il Nielsen Norman Group lo definisce il primo compito di ogni home page, spiegare in una frase chi c'è dietro il sito e cosa offre, prima di qualsiasi altra cosa. Cosa posso fare qui. Il visitatore cerca un punto di partenza chiaro per l'azione che ha in mente, chiamare, prenotare, chiedere un preventivo, non una lista di possibilità tra cui scegliere. Perché dovrei fidarmi. È la stessa prima impressione di cui abbiamo parlato nel primo articolo di questa rubrica, e si forma ancora prima che il visitatore inizi a leggere davvero il testo.
Perché per un'attività ticinese questo conta doppio
Un grande marchio può permettersi una home page più evocativa, perché il cliente sa già chi è e cosa vende prima ancora di arrivarci. Una piccola impresa del territorio no. Chi cerca un idraulico, un dentista o un negozio di arredamento in Ticino arriva quasi sempre da una ricerca su Google, senza conoscere ancora l'attività, e ha già in mente un bisogno preciso. Se in dieci secondi non trova la risposta a quel bisogno, non approfondisce, torna semplicemente indietro e clicca sul risultato successivo.
Questo vale ancora di più su un territorio piccolo come il Ticino, dove spesso il cliente ha già due o tre alternative aperte in altrettante schede del browser, pronte a essere confrontate in pochi secondi l'una con l'altra. In quel confronto veloce vince quasi sempre la pagina che si lascia capire per prima, non necessariamente quella dell'attività più brava o più esperta.
I segnali che la tua home page non risponde
Manca una frase che dica subito cosa fai e per chi
Se il visitatore deve leggere due o tre paragrafi prima di capire di cosa si occupa l'attività, molti se ne saranno già andati prima di arrivarci.
Bisogna scorrere a lungo prima di capire come contattarti
Il punto di contatto principale dovrebbe essere visibile fin dalla prima schermata, non nascosto in fondo alla pagina dopo altri contenuti.
La pagina parla prima di "chi siamo" e poi di cosa risolve
Raccontare la storia dell'azienda prima ancora di dire cosa fa per il cliente inverte l'ordine che il visitatore si aspetta, ed è lui a decidere se restare, non l'azienda a decidere cosa raccontare per prima.
Non c'è nessun esempio concreto di lavoro o prodotto
Descrizioni generiche come "qualità e professionalità da anni" non aiutano a capire cosa aspettarsi davvero, mentre una foto, un caso reale o un numero concreto lo fanno in un istante.
Rivedere da soli la propria home page, con lo sguardo giusto e il tempo necessario, non è sempre facile quando si ha già un'attività da seguire. Se preferisci non aggiungere anche questo compito alle tue attività puoi affidarlo a chi se ne occupa di mestiere.
Da anni aiutiamo negozi, studi e piccole imprese del Ticino a farsi trovare online, con siti e strategie che funzionano davvero, senza pacchetti standard e senza promesse vuote.







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