Dieci anni (e migliaia di treni) dopo

Il 1° giugno 2016 veniva inaugurata ufficialmente la galleria di base del San Gottardo. Il tunnel ferroviario, con i suoi 57 chilometri, più lungo al mondo
Il 1° giugno 2016 veniva inaugurata ufficialmente la galleria di base del San Gottardo. Il tunnel ferroviario, con i suoi 57 chilometri, più lungo al mondo
«Il San Gottardo è diventato un mito e oggi diamo un nuovo volto a questo mito. Da oggi la galleria più lunga al mondo attraverso il massiccio del San Gottardo e ciò ci riempie di gioia». A pronunciare queste parole, ormai ben dieci anni fa, era l'allora presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann. Il 1° giugno 2016, di cui domani ricorrerà il decennale, gli occhi tutta Europa erano infatti puntati sul nostro Paese per l’inaugurazione ufficiale della galleria di base del San Gottardo.
Fu «un giorno di orgoglio», citando l'allora consigliera federale Doris Leuthard, a capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) e, soprattutto, una degli artefici del progetto AlpTransit, con altri due consiglieri federali: Adolf Ogi e Moritz Leuenberger. Un giorno che ha avvicinato il Ticino al resto della Svizzera e il sud dell'Europa con il nord.
Da allora — o meglio, dall'11 dicembre successivo, giorno dell'effettiva messa in servizio per il traffico viaggiatori — migliaia di convogli hanno attraversato i 57 chilometri del tunnel ferroviario più lungo del pianeta. Una rivoluzione per la qualità del trasporto pubblico in Svizzera e in Ticino; ancor di più con la successiva apertura della galleria di base del Monte Ceneri nel 2020. Merci, pendolari, turismo. I collegamenti sono diventati più rapidi e migliori, rendendo tutto più vicino.
L'incidente e la chiusura temporanea
La galleria, lo ricordiamo, ha conosciuto anche un periodo di stop forzato a causa di un incidente avvenuto il 10 agosto 2023, quando la rottura di un disco di un vagone merci ha provocato un deragliamento. Seguirono quasi due settimane di chiusura totale del tunnel, poi riaperto gradualmente, soprattutto al traffico merci. La riapertura completa arrivò solo all'inizio di settembre 2024, quindi oltre un anno dopo.
Un progetto ancora incompiuto
Il progetto però, va ricordato, non è ancora completo. Solamentre poche settimane fa, dalla vicina Lombardia è arrivata la richiesta per il completamento di AlpTransit. Una scelta che ha fatto seguito all'Alleanza a Sud delle Alpi a cui, nel 2025, ha aderito anche il legislativo ticinese. Ma anche l'accesso a nord deve ancora essere completato. Così come le circonvallazioni di Bellinzona e Lugano. Tutti elementi che trovano spazio nel bilancio «a tinte chiaroscure» tracciato da Pro Gottardo.
«Perché il collegamento tra nord e sud, tra Svizzera ed Europa, deve finire in un imbuto dopo Vezia, fermarsi a Lugano e snobbare la circonvallazione di Bellinzona? Perché i problemi del traffico e ambientali della nostra regione – e non solo – devono trascinarsi in ragione di una ferrovia incompiuta, incapace di liberare le necessarie risorse? Perché le prospettive della Regio Insubrica e della Città dei Laghi, e quindi del futuro del Ticino, devono essere messe a repentaglio dalla mancanza di lungimiranza e di una progettazione a lungo termine?», si legge in un lungo comunicato.
Dieci anni dopo, «un'opportunità simbolica»
«Il decennale della galleria di base del San Gottardo è un’opportunità simbolica significativa. Esso richiama le scelte e i valori che, richiamando il retaggio storico dei valichi transalpini, sono stati alla base del grande progetto concepito alla fine dl secolo scorso: lungimiranza politica, visione della Svizzera come centro dell’Europa e come piattaforma del traffico del traffico e della mobilità europea, volontà di affrontare il grave problema del carico ambientale, consapevolezza dell’importanza della rete ferroviaria e della mobilità per lo sviluppo economico, sociale e culturale».
E se da un lato per il completamento dell'asse transalpino serviranno decenni, c'è un orizzonte molto più vicino da considerare in materia di mobilità. «Nel corso del 2027 il Parlamento dovrà decidere del futuro dei trasporti e della mobilità, su ferrovia e su strada. A breve il Consiglio Federale presenterà un Messaggio che porterà verosimilmente a una votazione popolare».




