Tre frecce contro la canicola

Tre iniziative parlamentari targate MPS mirano a introdurre obblighi più stringenti per lavoro, scuola e sanità in risposta al caldo estremo
BELLINZONA - La canicola sta assumendo in Ticino i contorni di un fenomeno strutturale, con effetti sempre più rilevanti sulla salute pubblica e sulle condizioni di lavoro. I dati climatici mostrano un aumento marcato delle temperature estive, con una crescita significativa di giorni e notti tropicali, in particolare a partire dai primi anni Duemila. Negli ultimi anni si registra inoltre un aumento degli allarmi canicola di grado 3 e 4, con una concentrazione nei mesi di luglio e agosto e una tendenza all’estensione anche a giugno. Parallelamente, studi e rilevazioni indicano come il caldo rappresenti un fattore di rischio sanitario rilevante, in grado di aggravare patologie preesistenti e incidere sulla mortalità, con il Ticino tra le regioni più colpite in Svizzera.
In questo contesto si inseriscono tre iniziative parlamentari elaborate da Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi (MPS), che mirano a introdurre misure più vincolanti nella legislazione cantonale per affrontare l’impatto della canicola. Le proposte intervengono sulla Legge sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario (LSan) e si articolano su tre ambiti principali: lavoro, scuola e strutture sanitarie.
La prima iniziativa propone modifiche agli articoli 38b e l’introduzione degli articoli 38b bis e 38b tris. Tra le misure principali figura il divieto, in caso di allerta canicola di grado 3, di svolgere attività all’aperto o in ambienti non climatizzati a partire dalle ore 12.00, mentre con allerta di grado 4 tali attività dovrebbero essere interrotte completamente. Le ore di lavoro perse sarebbero a carico del datore di lavoro. È inoltre prevista la creazione di un gruppo di intervento contro la canicola con funzioni di controllo e consulenza, composto da rappresentanti delle autorità e delle organizzazioni dei lavoratori.
La seconda iniziativa interviene sull’articolo 44, rafforzando il ruolo della medicina scolastica. Il medico scolastico sarebbe chiamato a vigilare esplicitamente anche sulla protezione contro la canicola, estendendo il controllo non solo agli allievi ma anche al personale e alle strutture scolastiche, comprese mense e spazi ricreativi.
La terza proposta modifica l’articolo 81 relativo alle strutture sanitarie, introducendo tra i requisiti per l’autorizzazione d’esercizio la presenza di sistemi di climatizzazione adeguati a tutelare pazienti e operatori dal caldo. Il rispetto di tali condizioni diventerebbe elemento determinante per garantire sicurezza e qualità delle cure.
Le tre iniziative, concepite come interventi complementari, puntano a trasformare la gestione della canicola da insieme di raccomandazioni a sistema di obblighi normativi, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della salute della popolazione e dei lavoratori.



