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24.01.2022 - 14:280

Mormont, pene pecuniarie per gli attivisti

I cosiddetti "zadisti" erano accusati di violazione di domicilio e impedimento di atti dell'autorità

Contro gli attivisti condannati oggi sono così state inflitte cinque aliquote giornaliere sospese

LOSANNA  - Prime sentenze oggi nel processo che ha visto imputati sette attivisti della collina di Mormont (VD), che un anno fa avevano protestato contro l'espansione di una cava appartenente a Holcim. Il Tribunale distrettuale di La Côte ha pronunciato pene pecuniarie sospese mentre il Ministero pubblico chiedeva pene detentive.

I cosiddetti "zadisti" - ossia gli occupanti della ZAD (zone à défendre, zona da difendere), sfollati a fine marzo 2021 dalla polizia - erano accusati di violazione di domicilio, impedimento di atti dell'autorità e disobbedienza a decisioni dell'autorità. Alcuni dovevano anche rispondere di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari.

Nei vari decreti d'accusa emessi poco dopo l'evacuazione della collina, il Ministero pubblico vodese rimproverava agli attivisti di aver occupato abusivamente il sito, di proprietà del produttore di cemento Holcim, e di aver resistito alle forze dell'ordine durante il loro intervento. Contro i decreti d'accusa, che prevedevano anche pene detentive da due a sei mesi a seconda dei casi, gli "zadisti" hanno inoltrato ricorso.

Il collettivo di avvocati formatosi a difesa degli attivisti ha in particolare criticato la severità delle sanzioni previste dal Ministero pubblico. Soprattutto considerato che Holcim ha ritirato la denuncia.

Questo punto è stato sollevato anche dai giudici del turbinale che hanno scartato il reato di violazione di domicilio proprio perché la multinazionale del cemento ha ritirato la denuncia. Anche il reato di disobbedienza a decisioni dell'autorità non è stato preso in considerazione.

La maggioranza degli "zadisti" è stata così riconosciuta colpevole di impedimento di atti dell'autorità. Il tribunale ha ritenuto che gli attivisti avevano ostacolato il lavoro della polizia durante l'evacuazione del sito, ad esempio aggrappandosi a una corda o rifugiandosi sul tetto di un vecchio edificio.

Contro gli attivisti condannati oggi sono così state inflitte cinque aliquote giornaliere sospese. Il Ministero pubblico chiedeva una pena di due mesi di prigione da scontare, sei contro uno "zadista" accusato, sulla base di tracce del DNA, di aver lanciato proiettili contro le forze dell'ordine. Il processo ha però permesso di accertare che l'interessato quel giorno non si trovava a Mormont. È quindi stato assolto.

La vicenda

Al gruppo di ribelli ambientalisti, confluiti sulla collina di Mormont nell'ottobre 2020 per protestare contro l'espansione della cava appartenente a Holcim, il 24 febbraio 2021 era stato ordinato di andarsene entro 20 giorni; in caso contrario si sarebbe fatto ricorso alle maniere forti.

Il 29 di marzo, a causa del mancato rispetto dell'ingiunzione, Holcim ha richiesto lo sgombero della zona. L'indomani agenti di polizia sono intervenuti allontanando gli attivisti. Stando al Consiglio di Stato, l'allontanamento forzato si è svolto senza grossi intoppi, ed è stato proporzionato e rispettoso della legalità. L'operazione, che ha richiesto l'impiego totale di oltre 600 persone tra cui personale paramedico e pompieri, è costata in tutto circa 239 mila franchi.

Per complicare il compito della polizia, gli occupanti della cosiddetta ZAD avevano eretto barricate e case sugli alberi. Il progetto di Holcim è ancora oggetto di un ricorso al Tribunale federale.
 
 

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