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SVIZZERA / UE

Anche Berna aderisce all'Alleanza dei porti europei

Si tratta di una partnership fra pubblico e privato formata da circa 200 entità con l'obiettivo di combattere criminalità e narcotraffico
Anche Berna aderisce all'Alleanza dei porti europei
Depositphotos (AleksTaurus)
Fonte Ats
Anche Berna aderisce all'Alleanza dei porti europei
Si tratta di una partnership fra pubblico e privato formata da circa 200 entità con l'obiettivo di combattere criminalità e narcotraffico

BERNA / BRUXELLES - La Svizzera ha aderito all'Alleanza dei porti europei, che mira a combattere la criminalità organizzata e il traffico di droga. È quanto si apprende oggi dal sito della Commissione europea.

L'Alleanza dei porti, lanciata due anni fa, è una partnership fra pubblico e privato formata da circa 200 entità. Funge da supporto alle autorità portuali e alle compagnie di navigazione e ha l'obiettivo di migliorare la collaborazione fra i vari attori. Finora Berna svolgeva il ruolo di osservatore.

Lo scorso mese di aprile, durante una visita al porto della città belga di Anversa, il consigliere federale Beat Jans aveva manifestato l'interesse della Confederazione per entrare nell'alleanza, definendola «fondamentale» nella lotta contro la criminalità organizzata. Il basilese aveva citato tre ragioni principali per la partecipazione: il rafforzamento della condivisione di dati sensibili, la possibilità di disporre di procedure più efficaci e la definizione di norme comuni.

Ora, questo passo si è concretizzato. All'alleanza aderiscono 28 Paesi, si legge infatti sul portale della Commissione: i 26 Stati membri dell'Ue, più Norvegia e proprio Svizzera. Ne fanno parte pure oltre 50 porti marittimi e fluviali, associazioni industriali, agenzie europee come l'Europol, nonché il Consiglio europeo e la stessa Commissione.

Domani è in programma a Dublino una riunione ministeriale dell'alleanza, viene indicato sempre sul sito web dell'organo esecutivo dell'Ue. Il vertice sarà presieduto dal commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, ossia l'austriaco Magnus Brunner, e dall'Irlanda, presidente di turno del Consiglio per questo semestre.

La riunione si concentrerà sul rafforzamento delle misure contro il traffico di droga e la criminalità nei porti e nella logistica marittima, scrive la Commissione europea. Le organizzazioni criminali, spiega quest'ultima, prendono sempre più di mira non solo i principali porti, ma anche quelli minori e gli snodi di trasporto interni.

Fra questi, vi sono i porti sul Reno. Si deve presumere che grandi quantità di droga, soprattutto cocaina, entrino in Svizzera attraverso tali approdi, ha dichiarato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), interpellato da Keystone-ATS.

Entrando nell'alleanza, le autorità doganali, di sicurezza e portuali elvetiche potranno beneficiare dell'esperienza delle autorità partner europee, aggiunge il DFGP. Per la Confederazione, ciò rappresenta un valore aggiunto sostanziale nell'individuazione e nella lotta al traffico di stupefacenti via acqua.

I porti sul Reno sono suddivisi su tre sedi: Basilea-Kleinhüningen (BS), Birsfelden (BL) e Muttenz Auhafen (BL). Come indicato sul loro sito web, sono di proprietà dei cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna. Ogni anno vengono movimentate complessivamente cinque milioni di tonnellate di merci e oltre 125'000 container, pari a circa il 10% di tutte le importazioni svizzere.

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