Pena di morte in Israele, gli ebrei svizzeri non prendono posizione

All’assemblea dei delegati FSCI a Basilea deciso di non entrare in materia sulla risoluzione proposta dalla comunità di Zurigo
BASILEA - La Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI) rinuncia a prendere posizione sull’introduzione della pena di morte in Israele. È quanto emerso dalla 121esima assemblea dei delegati, svoltasi oggi a Basilea.
Al centro dei lavori vi era una risoluzione presentata dalla Comunità religiosa israelita di Zurigo (ICZ) sugli sviluppi legislativi nello Stato guidato da Benjamin Netanyahu. All’inizio della trattazione è però stata avanzata una mozione d’ordine per non entrare in materia, che ha dato luogo a un dibattito definito intenso e in parte controverso dalla stessa federazione.
Nella votazione successiva, l’assemblea ha deciso di non entrare in materia sulla risoluzione. Di conseguenza, non vi è stata alcuna deliberazione sulla pena di morte in quanto tale.
La decisione ha riguardato piuttosto il ruolo della FSCI e l’opportunità di esprimersi su questo tema e, più in generale, sugli sviluppi politici in Israele. La discussione ha messo in luce opinioni differenti all’interno dell’organizzazione su questo punto, si legge nel comunicato.




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