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LOSANNA

Capsula Sarco e il video che riprendeva la morte: il Ministero pubblico autorizzato alla visione

Il Tribunale federale respinge il ricorso presentato dalla giornalista che si opponeva all'analisi dei filmati presenti nei suoi dispositivi tecnici, sequestrati dalla polizia.
Foto 20 Minuten
Fonte ATS
Capsula Sarco e il video che riprendeva la morte: il Ministero pubblico autorizzato alla visione
Il Tribunale federale respinge il ricorso presentato dalla giornalista che si opponeva all'analisi dei filmati presenti nei suoi dispositivi tecnici, sequestrati dalla polizia.

LOSANNA - Il ministero pubblico di Sciaffusa è autorizzato a utilizzare le registrazioni di una giornalista olandese che aveva seguito la morte di una donna nella capsula per il suicidio Sarco avvenuta a Merishausen (SH). Lo ha stabilito il Tribunale federale (TF), respingendo il ricorso presentato dalla donna. La polizia di Sciaffusa si era imbattuta nella giornalista olandese il 23 settembre 2024 su un sentiero nel bosco di Merishausen. Stando alla sentenza della massima istanza giudiziaria pubblicata oggi, gli agenti hanno sequestrato macchine fotografiche, un drone, un cellulare e altri dispositivi tecnici.

I giudici di Mon Repos hanno confermato la precedente decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi del canton Sciaffusa, secondo cui gli apparecchi e i dati possono essere analizzati nell'ambito del procedimento penale in corso per istigazione e favoreggiamento del suicidio. La giornalista aveva invocato la tutela delle fonti, sostenendo di trovarsi sul posto in qualità di operatrice dei media. Il Tribunale federale sottolinea da parte sua che la donna è considerata imputata nel procedimento. E in quanto tale, non può invocare la tutela delle fonti. Il senso e lo scopo giuridico della tutela delle fonti non risulterebbe rispettato se i giornalisti formalmente accusati fossero privilegiati al punto da impedire il sequestro e la perquisizione di materiale probatorio rilevante per l'accertamento di un reato.

Prove rilevanti - Il TF ritiene che sui dispositivi si possano trovare indizi sulle persone coinvolte e sulle loro azioni. Data la gravità del reato, l'esame dei dati è considerato proporzionato. Nel settembre 2024, una cittadina statunitense si era tolta la vita in una foresta vicino a Merishausen all'interno di una capsula Sarco dell'organizzazione svizzera per il suicidio "The Last Resort". La Procura di Sciaffusa aveva avviato un procedimento penale. All'epoca era stato posto in detenzione preventiva per 70 giorni il co-presidente di "The Last Resort". L'uomo era sul posto durante l'utilizzo della capsula Sarco, ma il sospetto che avesse ucciso la donna statunitense è stato archiviato. Il 47enne è morto il 5 maggio di un anno fa in Germania.

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