17 anni e il 45% del corpo ustionato: «A volte pensi, "basta non ce la faccio più"»

Sei mesi in ospedale e la vita cambiata per sempre, dopo la tragedia del Consetellation: il coraggio e le difficoltà di Kean, giovane studente sopravvissuto alle fiamme.
Sei mesi in ospedale e la vita cambiata per sempre, dopo la tragedia del Consetellation: il coraggio e le difficoltà di Kean, giovane studente sopravvissuto alle fiamme.
MILANO - «Di quella notte mi ricordo tanto caldo, troppo caldo. Poi sono svenuto sulle scale... Mi sono rialzato e mi sono detto "non puoi morire qua"». A parlare è Kean, 17 anni e il 45% del corpo martoriato da ustioni gravi. Cappellino, occhiali e quei segni sulle braccia e sul volto che non se ne vanno. Ha tutto chiaro di quella maledetta notte di capodanno al Constellation: «Un calore che non si dimentica», dice.
«Non si può vivere così a 17 anni»
Dimesso a fine giugno dal Niguarda di Milano il giovane, segnato a vita dalle profonde ustioni, ha parlato per la prima volta al Tg5, il telegiornale italiano di Mediaset. Ha la mano sinistra inutilizzabile per via dell'ennesimo e recente intervento. «Mi funzionano due dita della mano destra e con quella mangio e uso il cellulare. Ci sono dei momenti in cui pensi basta, non ce la faccio più». Ogni sua parola pesa, come un macigno, perché «un ragazzino di 17 anni non può vivere in questo stato».
«Ai Moretti vorrei chiedere cosa provano»
Lo studente milanese del Liceo Statale Virgilio non potrà più giocare a calcio: «Mi manca tanto, tanto... allenarmi, impegnarmi». Poi con «quelle fiamme» e «i ragazzi che urlavano» nella mente, il suo pensiero è rivolto a chi gestiva il locale andato a fuoco, i coniugi Moretti: «Vorrei chiedergli cosa provano a vedere tutta la gente a cui hanno rovinato la vita».
Nella notte di Capodanno a Crans-Montana sono morte 41 persone, mentre i feriti sono stati oltre 100.




