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PARTITO COMUNISTA

No all'aumento dell'IVA per integrarci alla NATO!

Partito Comunista
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Fonte PARTITO COMUNISTA
No all'aumento dell'IVA per integrarci alla NATO!
Partito Comunista

Il Partito Comunista si oppone fermamente alla decisione di aumentare a 31 miliardi di franchi il budget della sicurezza e dell’esercito tramite un innalzamento di 0,8 punti percentuali sull’imposta sul valore aggiunto (IVA). L'IVA è infatti una tassa iniqua e antisociale, che tutti - dall'operaio al miliardario - pagano in ugual misura e che andrebbe semplicemente abolita: aumentarla per finanziare la corsa al riarmo - proprio come ci ordinano la NATO e l'UE - è semplicemente inaccettabile!

Se fino a ora il peggior Consiglio federale di sempre aveva sacrificato stato sociale e servizio pubblico pur di rimpolpare le casse di un esercito già sovradimensionato e non più concepito come di difesa, tanto da ipotizzare provocatoriamente persino l'invio di nostri soldati in Ucraina (!), ora si attacca direttamente il potere d'acquisto dei cittadini, già messo a durissima prova aumentando i prezzi di beni e servizi, per finanziare il riarmo e l'integrazione dell'esercito svizzero alla NATO.

Tutto ciò che riguarda le spese militari ultimamente denota solo pressapochismo e costanti aumenti: dall'acquisto degli F-35A con vincolo tecnologico USA (alla faccia della sovranità nazionale!) ai droni (israeliani) che non funzionano se fa freddo. E i lavoratori svizzeri dovrebbero ora venir tassati ancora di più per finanziare questi incompetenti?

Il Consiglio Federale giustifica questa scelta con il “deterioramento della situazione geopolitica”, come se alla base di questa situazione non ci fosse proprio la stessa folle corsa alle armi a cui assistiamo dal 2022, l'espansionismo della NATO e l'impunità con cui Israele agisce: un riarmo che la Confederazione riproduce meccanicamente sull’onda delle spinte guerrafondaie dell'UE, che non perde occasione di fomentare odio contro le nazioni emergenti, a partire dalla Russia fino all'Iran e in futuro magari anche la Cina.

Se al nostro governo importa davvero della delicata situazione internazionale, la smetta di cedere ad ogni follia del blocco euroatlantico e torni davvero neutrale, restituendo alla nostra diplomazia quella credibilità che ha perso adottando sanzioni unilaterali e votando per riesportare armi svizzere a paesi in guerra. Neutralità non significa solo non aderire all'alleanza bellicista che ci circonda, ma anche sviluppare una linea di politica estera e militare realmente indipendente da quelle di Bruxelles!

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