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Alberto Pongelli

Misure antincendio, ma non solo: la sicurezza è una responsabilità continua

Alberto Pongelli, Consulente e Formatore FASP Sagl
Afp
Misure antincendio, ma non solo: la sicurezza è una responsabilità continua
Alberto Pongelli, Consulente e Formatore FASP Sagl

Le normative in materia di protezione antincendio sono ben articolate e elevate. Se applicate correttamente in fase di costruzione e in occasione di ristrutturazioni o modifiche, verificate da specialisti e realizzate a regola d’arte, permettono di garantire un alto livello di sicurezza. Tuttavia, la sicurezza non è mai un risultato definitivo: può e deve essere costantemente migliorata.

Oggi si tende a vietare l’uso di mezzi pirotecnici all’interno dei locali. È una misura comprensibile, facile da applicare e immediata. Ma se non si interviene sulle reali fonti di pericolo — come la presenza di materiali altamente infiammabili — il problema viene risolto solo in parte.

Situazioni a rischio si verificano quando dei lavori sono eseguiti senza la supervisione di un esperto o se fatti in modo improvvisato, senza le necessarie competenze tecniche. A questo si aggiunge un altro fattore critico: le misure di sicurezza, anche quando corrette, possono essere compromesse nel tempo se non vengono mantenute, osservate e controllate.

Nella quotidianità è facile invalidare una misura di sicurezza (anche involontariamente). Accade perché il personale — ma anche fornitori, artigiani o collaboratori esterni — non è adeguatamente informato, sensibilizzato e formato. Qui entra in gioco la responsabilità di proprietari, imprenditori e gestori, chiamati a occuparsi della sicurezza oltre alla loro attività principale. Una responsabilità che non è solo morale, ma anche economica: un incidente può avere conseguenze gravi e durature, dalla messa in pericolo delle persone alla perdita d’immagine, fino alle interruzioni d’esercizio e all’aumento dei costi assicurativi.

La sicurezza assoluta non esiste. Rimane sempre un rischio residuo, influenzato da fattori mutevoli come: l’organizzazione degli spazi, il tipo di attività o il comportamento delle persone. Per questo è necessaria un’analisi continua dei pericoli e dei rischi e un costante adattamento delle misure e delle procedure.

Spazi, logistica, organizzazione e tipologia di attività determinano potenziali pericoli, quali ad esempio: incendio, allagamento, esplosione, rapina. È quindi indispensabile disporre di un concetto di sicurezza e di un manuale delle emergenze. Questi strumenti consentono di definire misure, procedure e comportamenti adeguati, conformi alle normative, che garantiscono un’organizzazione d’emergenza efficace e permettono di limitare i danni a persone, infrastrutture e beni. Favoriscono anche un allarme tempestivo agli enti di soccorso ed i primi soccorsi alle persone.

Tra gli aspetti più elementari, ma spesso sottovalutati, vi sono le vie di fuga, che devono consentire alle persone di lasciare i luoghi in modo rapido e sicuro. Devono essere sempre libere, chiaramente segnalate e visibili anche al buio. La segnaletica danneggiata o non funzionante va ripristinata immediatamente. Le vie di fuga servono anche agli enti di soccorso (intervento e salvataggio) e non devono mai essere ostruite. Le porte devono potersi aprire rapidamente nella direzione di fuga.

Talvolta queste porte vengono chiuse per impedire uscite non controllate o ingressi abusivi. Una pratica pericolosa e irresponsabile, tanto più che oggi esistono soluzioni tecniche che permettono di controllare le aperture senza compromettere la sicurezza. Lo stesso vale per le porte tagliafuoco, presenti negli edifici di una certa dimensione, servono ad impedire una rapida propagazione di fuoco e fumo: devono rimanere chiuse e libere, senza essere bloccate.

Pilastro fondamentale è la formazione dei responsabili e del personale. Le emergenze possono verificarsi in qualsiasi momento e raramente lasciano il tempo di organizzarsi o al responsabile di impartire istruzioni. In presenza di un evento improvviso — un’esplosione, un principio d’incendio o altro — le persone reagiscono d’istinto e cercano di abbandonare gli spazi, con il rischio di panico. Il personale deve conoscere i piani d’emergenza ed il proprio ruolo ed essere in grado di agire autonomamente e rapidamente: interrompere le attività, dare l’allarme, indirizzare le persone verso le vie di fuga, assistere chi è in difficoltà, mettere in sicurezza i locali, impedire l’accesso ecc. Il personale deve: Mantenere la calma – Osservare – Riflettere – Agire.

La formazione deve includere anche l’uso dei mezzi di spegnimento leggeri, come estintori e coperte antincendio. Questi dispositivi (certificati) devono essere: presenti in numero adeguato e della corretta classe d’incendio, ben segnalati e visibili, facilmente accessibili e raggiungibili (in breve tempo), posizionati in punti strategici e mantenuti in perfetto stato (manutenzione regolare). È poi essenziale conoscere i limiti di utilizzo (durata e quantità di estinguente) e agire nel rispetto della regola base: Allarmare – Salvare – Spegnere, senza mai tentare di intervenire senza aver prima allarmato i pompieri.

In alcuni contesti è necessario organizzare un controllo degli accessi. Questo deve essere affidato a personale formato, capace di riconoscere situazioni a rischio. Gli obiettivi principali: permettere l’accesso solo a persone autorizzate, rispettare la capienza massima, protezione dei minori, prevenire l’introduzione di oggetti vietati o pericolosi e impedire l’accesso a persone in condizioni psico-fisiche problematiche. Il controllo degli accessi è utile anche in uscita, in caso di evacuazione o di eventi critici all’interno.

Spesso si ricorre all’impiego di agenti di sicurezza. Una misura efficace solo se questi operatori sono adeguatamente formati per i compiti richiesti e se la loro presenza è integrata nel concetto di sicurezza generale. Non è raro che vengano ingaggiati anche per una sola serata, senza però ricevere le informazioni e istruzioni necessarie. La qualità del servizio dipende per prima cosa dalla chiarezza della richiesta e dalla verifica delle competenze del personale messo a disposizione.

Il tema della sicurezza è molto delicato nell’organizzazione di eventi e manifestazioni (siano piccoli o grandi). Logistica e infrastrutture temporanee, durata limitata dell’evento, impiego di personale volontario ecc. presentano pericoli e rischi. Gli organizzatori devono essere consapevoli della responsabilità che assumono nei confronti del pubblico, degli addetti ai lavori e delle autorità. Devono pianificare con attenzione le misure preventive, le procedure d’emergenza, i piani di evacuazione e assicurare il coordinamento con gli enti d’intervento esterni. Molteplici sono gli aspetti da considerare, tra questi: infrastrutture a norma, impianto elettrico conforme, delimitare luoghi a rischio per la sicurezza delle persone, servizio sanitario. Anche in queste situazioni è necessaria un’adeguata istruzione dei collaboratori ed è estremamente importante assicurare il controllo delle misure durante lo svolgimento dell’evento.

L’evacuazione (che non interessa solo i casi d’incendio) è un’operazione delicata e complessa che deve permettere alle persone di lasciare gli spazi in breve tempo e in sicurezza. Le reazioni delle persone non sono prevedibili e la buona riuscita di un’evacuazione è legata a molti fattori: tipo d’infrastruttura, logistica, numero di persone presenti ecc. La mancanza d’informazione, spazio limitato, presenza di troppe persone, buio improvviso, o situazioni non riconoscibili possono generare reazioni incontrollate. Paura, senso di insicurezza, disorientamento e comportamenti irrazionali possono manifestarsi rapidamente.

Per questo è essenziale che il personale sia formato e preparato anche sul comportamento umano in situazioni di crisi (vogliono recuperare i loro effetti personali, cercano di uscire da dove sono entrati, si mettono a correre e gridare …) e come agire di fronte a malori o ferimenti. Gli organi d’intervento necessitano di tempo per arrivare sul posto, per questo è fondamentale una gestione tempestiva e corretta dell’emergenza da parte del personale presente sul posto.

Infine, va ricordato che i controlli delle autorità e degli specialisti, pur necessari, non sono sufficienti. Divieti e sanzioni hanno dei limiti, e l’uomo è da sempre l’anello debole nella gestione della sicurezza. Una misura di sicurezza può essere compromessa anche subito dopo un controllo positivo, ad esempio durante l’allestimento di decorazioni per le festività o eventi. Si può creare confusione coprendo la segnaletica, creare dei pericoli impiegando materiale infiammabile oppure ostruendo dei passaggi o con dei collegamenti elettrici improvvisati. Per questo sono necessari dei controlli interni regolari a più livelli, fatti sulla base di liste di controllo, intervallati a controlli esterni indipendenti e neutrali.

La memoria è spesso corta, ma la storia purtroppo si ripete: 1998 Göteborg (Svezia), incendio in una discoteca, 63 morti (perlopiù giovani tra i 12 e 20 anni) e 213 feriti.

La sicurezza e la prevenzione non sono un atto formale né un obbligo da adempiere una tantum. È un processo continuo che richiede attenzione, responsabilità e consapevolezza. Parliamo di cultura della sicurezza. E riguarda tutti.

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