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Leonardo Regondi

I giovani non sono distratti

Un invito della Città di Lugano e un Buono Cultura da 200 franchi per riflettere sul rapporto tra giovani e politica
Leonardo Regondi
Fonte Leonardo Regondi
I giovani non sono distratti
Un invito della Città di Lugano e un Buono Cultura da 200 franchi per riflettere sul rapporto tra giovani e politica

A diciott’anni succede una cosa strana: da un giorno all’altro ti accorgi che il mondo ti guarda in modo un po’ diverso. Non sei più solo uno studente o “un ragazzo”, ma qualcuno che entra ufficialmente nella vita adulta, un cittadino votante.

Qualche giorno fa, tra la posta, ho trovato una lettera della Città di Lugano: un invito alla cerimonia dedicata a chi, come me, quest’anno compie 18 anni. Dentro c’era anche l’annuncio di un Buono Cultura da 200 franchi. La mia prima reazione è stata di sorpresa. Non tanto per i 200 franchi, che ovviamente sono una cifra importante, ma per il fatto che qualcuno ha pensato concretamente ai giovani.

Spesso si sente dire che noi ragazzi siamo disinteressati alla politica o a quello che succede nel mondo. In realtà però non è proprio così. È vero: a volte sembriamo distanti. Ma forse è anche comprensibile. Basta guardare le notizie: guerre, tensioni, crisi economiche, discussioni infinite in cui tutti litigano e raramente qualcuno ascolta davvero. Questo però non significa che non ci interessi.

Molti della mia generazione osservano, leggono, discutono tra amici. Magari non sempre lo facciamo nei luoghi tradizionali della politica, ma ci poniamo comunque delle domande. E forse proprio perché siamo cresciuti in un periodo così complicato abbiamo sviluppato uno sguardo un po’ più critico e, in certi casi, anche più lungimirante.

Per questo iniziative come il Buono Cultura hanno un valore che va oltre il semplice contributo economico. Cultura significa possibilità di scoprire cose nuove, di capire meglio la realtà che ci circonda, di farsi un’opinione. Un libro, uno spettacolo, un film, un museo: sono tutti piccoli pezzi indispensabili per costruire persone più consapevoli.

Mi sono informato come e quando è nata l’idea di questo contributo. Grazie dunque alla Consigliera Comunale Céline Antonini (PLR) per aver promosso questa iniziativa qualche anno fa e a tutto il Consiglio Comunale di Lugano di averla sostenuta e realizzata. In un periodo in cui la politica viene spesso percepita come lontana o fatta solo di parole, vedere un progetto concreto dimostra che, quando vuole, la politica sa passare dagli slogan ai fatti.

Spero che questo sia solo un punto di partenza. Perché investire nei giovani non significa soltanto fare un gesto simbolico, ma costruire il futuro della comunità. Un giorno saremo noi a prendere in mano le redini del Paese. Ma lo faremo anche grazie a ciò che avremo imparato da chi quel Paese lo ha costruito prima di noi. Ed è proprio da questo dialogo tra generazioni che può nascere qualcosa di davvero solido.


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