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TURCHIA

Dieci anni fa il tentato golpe contro Erdogan

«La Turchia è oggi molto più forte, più determinata e più unita» è il messaggio del presidente
Dieci anni fa il tentato golpe contro Erdogan
GETTY IMAGES
Fonte Ats Ans
Dieci anni fa il tentato golpe contro Erdogan
«La Turchia è oggi molto più forte, più determinata e più unita» è il messaggio del presidente

ANKARA - Ricorre oggi il decimo anniversario del fallito colpo di Stato contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Iniziative per celebrare la sconfitta dei golpisti si terranno in tutto il Paese mentre il principale evento, a cui parteciperà Erdogan, si terrà ad Ankara.

«La Turchia è oggi molto più forte, più determinata e più unita», ha affermato Erdogan in un messaggio in occasione del 15 luglio, celebrato ogni anno come "il giorno della democrazia e l'unità nazionale".

Secondo le autorità, il golpe fu architettato da Fethullah Gulen, un predicatore islamico turco residente negli USA e per anni alleato di Erdogan, che attraverso una rete infiltrata negli apparati dello Stato, successivamente denominata Feto, tentò di rimuovere dal potere il presidente.

Gli Stati Uniti non accettarono la richiesta di estradizione per Gulen inviata da Ankara e il predicatore, che negò l'accusa di essere stato la mente del golpe, è morto nel 2024 in Pennsylvania all'età di 83 anni.

Durante la notte del 15 luglio 2016, un gruppo di soldati bloccò uno dei ponti sul Bosforo a Istanbul mentre caccia F-16 volavano a bassa quota su Ankara. Vennero bombardati edifici istituzionali, mentre un gruppo di golpisti entrò nella sede della TV di Stato e costrinse una giornalista a leggere un comunicato in cui veniva dichiarato che le Forze armate avevano preso il potere.

Successivamente, Erdogan apparve in video collegamento su un'altra emittente e invitò la popolazione a scendere in strada per confrontarsi con i militari. Seguirono duri scontri per tutta la notte, dove morirono oltre 290 persone, mentre alle prime ore del mattino venne dichiarato il fallimento del golpe.

Quasi 16'000 persone vennero arrestate con l'accusa di coinvolgimento nel colpo di Stato, tra cui oltre 10mila militari, decine di migliaia di dipendenti statali vennero sospesi per presunti legami con la rete golpista e vennero chiuse decine di quotidiani, emittenti televisive e radiofoniche.

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