Un nuovo supermercato a Cadro? Grazie ma no, grazie.

ll Comitato della S.Cooperativa Ur Barachin
Abbiamo letto con perplessità l’articolo apparso su Tio.ch il 24 gennaio u.s. nella rubrica Ospite, scritto e inviato dal Sig. Christian Tresoldi (consigliere comunale di Lugano) in merito alla proposta di destinare l’ex ufficio della Posta di Cadro ad un nuovo supermercato, da lui motivato con due principali ed opinabili ragioni:
- l’assenza di servizi citando che ci sono solo un panettiere e due piccole botteghe di paese e perciò secondo lui l’offerta è praticamente inesistente,
- incrementare le entrate di Lugano, affittando di citato spazio che altrimenti sarebbe destinato ad una sala multiuso senza reddito.
Per correttezza, ci teniamo a precisare che oltre alla citata panetteria, al negozio alimentari di Cadro e alla nostra cooperativa Ur Barachin di Dino, sono presenti sul territorio una macelleria a Sonvico e il punto vendita di un contadino a Cadro. Da anni garantiamo alla popolazione locale e non, sia un servizio di beni di consumo generici che di prima necessità, favorendo prodotti locali a km 0 e aziende ticinesi, che sono i nostri principali fornitori.
Siamo consci di non poter offrire aperture e costi parificati ai grandi distributori (anche se non tutti i nostri prodotti sono più cari dei nostri concorrenti), ma siamo anche altrettanto fieri di poter mantenere un ruolo importante, di ritrovo sociale. Oltre a ciò, nella zona sono già presenti diversi punti di ristorazione e aggregazione, uno di questi proprio accanto alla struttura che era adibita alla Posta.
Invitiamo pertanto il consigliere comunale a recarsi direttamente sul posto, troverà per esempio che presso Ur Barachin di Dino è già da anni presente una macchina del caffè (che fa parte di uno dei tanti progetti solidali ai quali aderiamo) e magari si renderà conto che l’offerta non è poi così inesistente.
Ovviamente l’apertura di una terza struttura, comporterebbe una concorrenza che potrebbe affaticarci ulteriormente a livello economico, anche se il paragone dell’offerta qualitativa non ci spaventa. Il rendering firmato dallo stesso Sig. Christian Tresoldi, dell’ipotetico Supermercato, riporta infatti l’immagine di un grande e fornitissimo negozio dozzinale, che giudichiamo privo di personalità e molto lontana dalla realtà dei piccoli negozi di paese.
Speriamo che la popolazione affezionata e generosa, continui a preservare le piccole realtà di paese, come la nostra, che sono un bene unico e prezioso.
Per quanto riguarda le casse del nostro Comune, non crediamo che l’entrata di un affitto possa cambiare le sorti di Lugano. Magari il locale si potrebbe utilizzare per un progetto giovanile o multigenerazionale (per esempio un appoggio scolastico per ragazzi con volontari ATTE).



