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Adriano Merlini

SIMS: cresce la preoccupazione tra i docenti

Adriano Merlini, presidente VPOD docenti
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SIMS: cresce la preoccupazione tra i docenti
Adriano Merlini, presidente VPOD docenti

La riforma degli studi del settore medio superiore è un cantiere aperto da tempo che prenderà avvio nelle sedi al più tardi nell’anno scolastico 2029/30, quando si dovranno declinare a livello cantonale i contenuti del Piano Quadro degli Studi (PQS) adottato a livello nazionale nel 2024.

I tempi sembrano abbondanti, al punto che in Dipartimento si ventila la possibilità di iniziare addirittura con un anno di anticipo. Però, l’aria che si respira nelle aule e nei Collegi docenti dei nostri licei è ben più pessimista e non è legata alla paura del cambiamento di cui sarebbero afflitti, a detta di alcuni dirigenti, la gran parte dei docenti cantonali. Il sentimento di preoccupazione è alimentato, inutile nascondersi dietro un dito, dalla nomina nel 2024 a capisezione dell’insegnamento medio superiore dei Prof. Desirée Mallè e Mattia Pini. Essi hanno sostituito il pensionando Prof. Daniele Sartori, in carica dal 2009, già apprezzato collega di fisica dal 1990 e Vicedirettore del LiLu2, oltre ad essere stato da docente membro della Commissione svizzera di maturità ed organizzatore delle sessioni ticinesi dell’esame svizzero di maturità liceale.

Ecco, la perplessità al momento della successione risiedeva proprio nella differenza dei curricoli: i due nuovi capisezione non avevano nessun rapporto e nessuna esperienza nel settore che erano chiamati a dirigere, essendo stati attivi essenzialmente nelle scuole professionali (docenti di didattica disciplinare presso la Scuola universitaria federale per la formazione professionale-SUFFP e docenti di italiano presso il Dipartimento formazione e apprendimento/Alta scuola pedagogica-DFA/ASP). I primi dubbi causati da questa rottura con la tradizione, che si fondava sulla conoscenza di ciò che si è chiamati a dirigere, sono stati supportati dall’esito del primo ricorso al Tribunale Amministrativo Cantonale che ad inizio 2025 ha sancito l’annullamento della nomina, anche con motivazioni di inadempienza rispetto ai requisiti del bando di concorso dei neoassunti. Il Consiglio di Stato ha però riconfermato la nomina e il TRAM è stato sollecitato da un nuovo ricorso, ad oggi inevaso. Questa è la storia.

Oggi, dopo aver avuto diversi contatti con i capisettore SIMS, le perplessità tra docenti e direttori rimangono, e anzi si ampliano proprio alla luce della riforma da implementare. Mancanza di visione e soprattutto di concretezza sono le critiche principali, che si sommano alla mancanza di conoscenza delle scuole di maturità cantonali. Malgrado la correttezza e i toni sfumati, i verbali delle riunioni del Collegio dei Direttori cantonali parlano chiaro. Non solo: mai, in passato, i Direttori degli istituti avevano espresso ai loro insegnanti in plenaria di sede di star valutando la possibilità di dimettersi dalla carica.

Due le gocce che sembrano sul punto di far traboccare il vaso. La prima è la nomina senza concorso e senza consultazione del Prof. Lunati, economista quantitativo, docente SUPSI e SUFFP, specialista nel settore della sanità e delle case per anziani, che dovrebbe però non solo fungere da coordinatore dei gruppi di lavoro, ma anche elaborare indagini e analizzare i risultati presso gli attori coinvolti. La seconda è la decisione della SIMS/Divisione di aprire dal 2026 le prove di assunzione per gli abilitati al medio superiore in tutte le discipline, indipendentemente dalla disponibilità o meno di ore di insegnamento effettive. Quest’ultima novità ancora una volta testimonia la scarsa preparazione sul funzionamento delle scuole di maturità: se realizzata assorbirà le energie delle direzioni degli istituti per tutta la primavera, paralizzandole di fatto nel momento più caldo dell’anno che si conclude con la consegna degli attestati di maturità. Sorvoliamo qui sul problema dell’illusione di uno sbocco lavorativo che si fornisce ai candidati...

A ciò, in conclusione, aggiungiamo la preoccupazione che condividiamo regolarmente con i nostri colleghi: chiamati a redigere i nuovi piani cantonali disciplinari, non conoscono ancora le nuove griglie liceali (sulle quali riteniamo indispensabile aprire una consultazione fin dalle prime bozze: dunque, priorità assoluta); difficile stabilire cosa (non come!) fare con gli studenti se non sai quante ore avrai a disposizione sul quadriennio, se saranno sull’intero percorso o solo sul primo o sul secondo biennio.

Urge prendere in mano la situazione: si devono valorizzare e ascoltare le persone già competenti, cercando ora di sanare le tensioni e il disagio in seno alla Divisione della scuola e al corpo docente.


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