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Lorenzo Onderka

Tra nuovi investimenti militari e Crans-Montana: le priorità che definiscono un Paese

Lorenzo Onderka, Sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro
Lorenzo Onderka
Tra nuovi investimenti militari e Crans-Montana: le priorità che definiscono un Paese
Lorenzo Onderka, Sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

Le scelte di spesa pubblica non sono mai atti tecnici, ma decisioni politiche che stabiliscono un ordine di priorità e rivelano i valori di un Paese.

È in questo contesto che si inserisce l’annuncio del consigliere federale Martin Pfister, intenzionato a chiedere un aumento dell’IVA per finanziare l’esercito. L’obiettivo è ambizioso: 31 miliardi di franchi in dieci anni. Una cifra imponente che, proprio per la sua entità, non può essere accolta senza una spiegazione dettagliata e convincente.

Quando si chiede un sacrificio fiscale di questa portata ai cittadini, è doveroso chiarire quale tipo di difesa si intenda costruire. Di quali capacità operative si parla? Quali armamenti vengono considerati necessari nel contesto attuale? Dove verrebbero acquistati e secondo quali criteri strategici? E quale livello di resistenza e deterrenza si vuole realisticamente garantire alla Svizzera in caso di minaccia?

Senza risposte chiare a queste domande, il rischio concreto è che l’aumento dell’IVA venga percepito come un atto di fede piuttosto che come una scelta ponderata. Un investimento di tale portata richiede una visione comprensibile, condivisibile e soprattutto verificabile nel tempo.

Ma mentre si pianificano scenari futuri e si discutono investimenti miliardari, c’è una realtà ben più immediata che non può essere relegata in secondo piano. Il dramma di Crans-Montana ha lasciato ferite profonde: vittime, feriti e famiglie che attendono ancora un sostegno concreto e tempestivo. La politica ha espresso solidarietà e promesso aiuti. Tuttavia, secondo quanto ribadiscono diverse famiglie colpite, queste promesse faticano a tradursi in misure efficaci e operative.

È proprio qui che si gioca la credibilità delle istituzioni.

Prima di impegnare il Paese in nuovi grandi progetti di spesa, la Svizzera deve dimostrare di saper mantenere gli impegni assunti con chi è stato colpito da una tragedia improvvisa e devastante. Non si tratta di mettere in contrapposizione sicurezza e solidarietà, ma di stabilire un ordine di priorità coerente e responsabile.

Sostenere in modo rapido ed efficace le famiglie di Crans-Montana significa onorare la parola data, rafforzare la fiducia nelle istituzioni e rispondere con i fatti alle critiche che, in caso contrario, non farebbero che intensificarsi, anche a livello internazionale.

Per questo motivo, ogni progetto di investimento di lungo periodo — inclusi quelli destinati alla difesa nazionale — dovrebbe essere posticipato fino a quando non sarà stata individuata e attuata una soluzione chiara, concreta e immediata a favore delle famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana.

Le priorità non si dichiarano: si dimostrano. Ed è da queste scelte che si misura la credibilità di un Paese.

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