Ti-press (Elia Bianchi)
TPL: «Nessun progressivo abbandono della mascherina»
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17.07.2020 - 21:080
Aggiornamento : 18.07.2020 - 08:17

«Mascherina su bus e treni? I primi giorni veniva rispettata, ma poi...»

Tra i passeggeri c'è chi segnala un certo rilassamento, nella fattispecie nel Luganese. TPL e FFS lo escludono.

Sono «eccezioni», assicurano le due società di trasporto: «Casi isolati nelle fasce d'età più giovani». Tra utenti "pro" e "contro" mascherina registrato finora qualche diverbio, «ma fortunatamente nulla di grave».

LUGANO - Il 6 luglio scorso, a poche ore dall’entrata in vigore dell’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici, le FFS tracciavano un primo bilancio largamente positivo in merito alla risposta dell’utenza. Poco più di dieci giorni dopo, però, non tutti i passeggeri di bus e treni sono pronti a dirsi soddisfatti di come i compagni di viaggio rispettano l’obbligo di tenere coperti naso e bocca.

Come un lettore 26enne che, regolarmente in viaggio per lavoro su TPL e TILO tra Lugano e la valle del Vedeggio, nota come l’attenzione per questa misura si sia, a suo dire, rilassata. «Dopo che è stato inserito l’obbligo delle mascherine sui mezzi pubblici, i primi due giorni sembrava essere tutto ok, ma poi, come spesso accade, le persone prendono con leggerezza tutto», denuncia.

Imbattersi in passeggeri senza mascherina o con la mascherina abbassata, insomma, non sarebbe ormai un'evenienza rara e i controlli «mancano». «Devo pagare per rischiare d’infettarmi e infettare un posto di lavoro intero con il rischio che, a loro volta, i miei colleghi infettino le loro famiglie e così di seguito?», si chiede il giovane pendolare, che richiama TPL e FFS al loro «dovere» di tutelare la salute dei passeggeri.

Girando in bus a Lugano e sui TILO, in effetti, può capitare di notare passeggeri (momentaneamente?) senza mascherina o con la stessa calata sotto il naso. Ma gli utenti dei mezzi pubblici si sono davvero già rilassati tanto?

I giovani «più soggetti a un certo rilassamento» - FFS e TPL lo escludono. «Il riscontro della clientela nei confronti dell’obbligatorietà della mascherina sui treni continua a essere positivo», assicura il portavoce di FFS, Patrick Walser. «Vi sono alcune eccezioni di viaggiatori che non la indossano, ma sono una netta minoranza», aggiunge. «Non abbiamo segnalazioni particolari che vi sia un abbandono progressivo nell’utilizzo della mascherina», gli fa eco Lorenzo Roos, vicedirettore di TPL. La mascherina è indossata «dalla quasi totalità dell’utenza»: «In base ai feedback ricevuti, si stima una percentuale di utilizzo del 95-98%», precisa. A “sgarrare” sarebbero in particolare gli utenti appartenenti «alle fasce d’età più giovani», «certamente più soggette a un certo rilassamento, ma si parla di casi isolati». Una situazione analoga è segnalata anche per i treni delle FLP tra Lugano e Ponte Tresa. 

«Se fatto notare, la mascherina viene indossata» - Riguardo ai controlli, entrambe le aziende assicurano di monitorare la situazione grazie ai riscontri del personale e di società deputate alla verifica dei titoli di viaggio come Prosegur. In caso d'inadempienza, gli uni e gli altri invitano chi è senza mascherina a indossarla. Sui bus della TPL, dove è Prosegur a controllare, «nei pochi casi riscontrati dagli agenti nei quali l’utente non indossava la mascherina, al richiamo questa veniva immediatamente indossata, estraendola dalle tasche o dalla borsetta», riferisce Roos. 

«Non siamo la “polizia della mascherina”» - FFS sottolinea però dal canto suo come «il personale presente sui treni non è una “polizia della mascherina”»: «Ricordiamo che la responsabilità individuale, come in tutti gli aspetti e settori toccati dalla pandemia di Covid-19, gioca un ruolo fondamentale», afferma il portavoce Walser. «Dal 6 luglio vige l’obbligo di portare la mascherina, questo è un fatto noto», aggiunge.

«Un paio» di diverbi tra utenti - «Non posso essere violento o cattivo quindi cosa dovrei fare?», si chiede però il lettore che ci ha contatti, frustrato dallo scarso rispetto delle regole da parte di alcuni. Una frustrazione, questa, che condivide con altri passeggeri ligi alle disposizioni, ma che «fortunatamente» per il momento non è sfociata in peggio: «Episodi di conflitto e diverbi gravi non si sono fortunatamente manifestati», fa sapere il vicedirettore di TPL. «Nell’ultima settimana possiamo annoverare un paio di casi minori avvenuti direttamente tra utenza, ma se rapportati al numero di corse effettuate si riduce veramente a fatti marginali e sporadici», aggiunge. Riscontro simile anche da parte delle FFS: «Nulla di eccezionale da segnalare in questo senso», conclude il portavoce delle FFS, Patrick Walser.

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