Ospedale di Samedan, si prospettano 48 licenziamenti: colpiti soprattutto gli infermieri

Verranno confermati al più tardi entro la fine di febbraio. Fino a lunedì prossimo i collaboratori potranno esprimersi sulle misure previste ed eventualmente presentare proposte su come evitare o limitare i tagli
Verranno confermati al più tardi entro la fine di febbraio. Fino a lunedì prossimo i collaboratori potranno esprimersi sulle misure previste ed eventualmente presentare proposte su come evitare o limitare i tagli
SAMEDAN (GR) - Sono 48 le persone che verranno probabilmente licenziate a seguito della ristrutturazione dell'ospedale di Samedan. Quindici di loro sono assunte con contratti a tempo determinato in scadenza. Tutti i posti di apprendistato potranno invece essere mantenuti.
Al personale dell'ospedale di Samedan i licenziamenti sono stati comunicati in via scritta a inizio settimana. «C'è stato un momento di shock», ha detto stamattina il CEO del nosocomio dell'Alta Engadina, Rolf Gilgen, in un incontro con i media.
Dei 380 posti a tempo pieno nell'ospedale di Samedan, nelle case anziani e nel servizio Spitex, 320 verranno rilevati dal nuovo ente di diritto pubblico Sanadura e dalla società Spital Oberengadin, della quale fanno parte la Clinica Gut con sede a St. Moritz e l'ospedale cantonale di Coira. Per l'ospedale è previsto un organico di 180 posti a tempo pieno.
«Dato che i letti verranno ridotti il personale di cure è il settore più colpito dai licenziamenti. Purtroppo anche dei collaboratori di lunga data saranno toccati. Una piccola parte dei tagli è prevista anche nel campo medico e amministrativo», ha continuato il direttore.
Lode ai collaboratori - I licenziamenti verranno confermati al più tardi entro la fine di febbraio. Fino a lunedì prossimo i collaboratori potranno esprimersi sulle misure previste ed eventualmente presentare proposte su come evitare o limitare il numero di licenziamenti. Secondo il direttore del nosocomio, per la Fondazione Sanitaria Alta Engadina (FSAE), prossima allo scioglimento, il margine di manovra è molto stretto. «È l'ospedale cantonale che assieme alla Clinica Gut decidono quante persone hanno bisogno. E poi c'è il fattore temporale: entro fine marzo dobbiamo trovare una soluzione, più avanti non saremo più in grado di pagare le persone».
Secondo il CEO il processo di moratoria, in cui si trova al momento la FSAE, non prevede un piano sociale per chi rimane senza lavoro. La situazione è stata discussa all'interno della fondazione di beneficenza indipendente dalla FSAE, che comprende anche un fondo di assistenza per il personale dell'ospedale. «Abbiamo deciso che forniremo sostegno per i casi di rigore», ha affermato Gilgen.
Più volte il CEO dell'ospedale ha sottolineato quanto sia difficile la situazione per le persone, che da oltre un anno vivono in un clima di insicurezza. «Anche se la componente emotiva gioca un ruolo centrale, il personale ha sempre reagito con obiettività e ha continuato a prestare il proprio lavoro», ha detto Gilgen, sottolineando che le decisioni prese non sono state attuate contro le singole persone.
«Popolazione deve mandare un segnale» - Una sessantina di collaboratori rimarrà ancora impiegata dalla FSAE. «La Fondazione non può essere sciolta da un giorno all'altro. Ci sono ancora la manutenzione degli edifici, la lavanderia, la gastronomia, questioni amministrative e finanziarie da concludere».
Per far sì che questo salvataggio in extremis vada in porto è ancora necessaria l'opinione dei votanti degli undici Comuni dell'Alta Engadina. Il risultato di nove di essi sarà chiaro già mercoledì prossimo al termine delle rispettive assemblee comunali. St. Moritz e Zuoz andranno alle urne a inizio marzo.
«È importante che la popolazione mandi un segnale», ha detto con fermezza Selina Nicolay, presidente del Consiglio della FSAE. Da parte dei partiti, di diversi municipi e dalla popolazione Nicolay ha sentito riscontri positivi, che danno speranza.
Rispetto alle due votazioni precedenti, questa volta non sarà necessaria l'unanimità dei Comuni. Basterà l'appoggio di sette, rappresentanti di almeno la metà della popolazione residente nella regione. «Le assemblee che andranno in votazione la settimana prossima contano circa 10'000 residenti, su un totale di circa 16-17'000 abitanti», ha spiegato Nora Saratz Cazin, vicepresidente del Consiglio della FSAE. I vertici si dicono fiduciosi, anche se la cautela è d'obbligo.




