Crans-Montana un mese dopo: «Si resta umani prima di tutto»

Il presidente del governo vallesano Mathias Reynard spiega che l'autorità cantonale «deve fare tutto il possibile per sostenere tutte le vittime e le famiglie colpite»
SION - «Una sola cosa contava per me in quel momento: stare al fianco delle squadre di soccorso, ma anche delle vittime e delle loro famiglie». Si esprime così, a un mese dalla drammatica notte di Capodanno a Crans-Montana (VS), il presidente del governo vallesano Mathias Reynard: in prima linea fin da subito il socialista ha mostrato grande umanità ed empatia.
Il mattino dopo, il primo gennaio, «ho preso molto rapidamente coscienza dell'ampiezza del dramma», spiega Mathias Reynard, contattato da Keystone-ATS. «Anche se si è il presidente del governo, si resta umani prima di tutto. Questo dramma, l'insopportabile attesa per le famiglie, i feriti, le persone decedute, questa gioventù falciata: nulla può prepararci a vivere momenti simili».
Il discorso pronunciato da Reynard a Martigny il 9 gennaio scorso, in occasione della giornata di lutto nazionale, il suo atteggiamento pieno di umanità e il suo sguardo velato dalle lacrime hanno sicuramente lasciato il segno. «Ho cercato di scrivere il mio intervento come abbiamo organizzato questa cerimonia di omaggio: con umiltà e dignità», afferma il consigliere di Stato.
«Ora la giustizia deve fare piena luce, con rigore e indipendenza. E il governo, dal canto suo, deve fare tutto il possibile per sostenere tutte le vittime e le famiglie colpite da questo dramma, in particolare attraverso gli aiuti immediati e poi grazie alla Fondazione che stiamo creando».
Per Reynard, «stare al fianco dei feriti e di tutte le famiglie colpite, ma anche poter offrire loro un sostegno nel tempo, così come l'immensa solidarietà della comunità e l'atteggiamento delle squadre sul campo, sono cose ispiranti e preziose».



