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SVIZZERA

La Svizzera dovrebbe boicottare i Mondiali di calcio?

A rilanciare il dibattito sono state le parole di Sepp Blatter. La politica è divisa: mentre i partiti borghesi respingono l'idea, PS e Verdi si dicono aperti all'idea. E voi cosa ne pensate?
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Quest'estate la nazionale svizzera guidata dall'allenatore Murat Yakin parteciperà al campionato mondiale, organizzato da Canada, Messico e Stati Uniti.
La Svizzera dovrebbe boicottare i Mondiali di calcio?
A rilanciare il dibattito sono state le parole di Sepp Blatter. La politica è divisa: mentre i partiti borghesi respingono l'idea, PS e Verdi si dicono aperti all'idea. E voi cosa ne pensate?

BERNA - Il dibattito attorno a un possibile boicottaggio dei Mondiali raggiunge ora anche la Svizzera. A scatenare il dibattito sono state le mire espansionistiche di Donald Trump sulla Groenlandia ma anche gli eventi interni agli Stati Uniti, come le azioni dell'ICE, non solo a Minneapolis.

Attualmente, la Federazione Svizzera di Calcio (SFV) esclude un boicottaggio, ma poi Sepp Blatter ha rilanciato il dibattito: «Per i tifosi c'è solo un consiglio: state lontani dagli Stati Uniti!», ha dichiarato l'ex presidente della Fifa, riportando le parole dell'esperto di corruzione Mark Pieth.

Attualmente, la Federazione Svizzera di Calcio (SFV) esclude un boicottaggio, ma poi Sepp Blatter ha rilanciato il dibattito: «Per i tifosi c'è solo un consiglio: state lontani dagli Stati Uniti!, ha dichiarato l'ex presidente della Fifa, riportando le parole dell'esperto di corruzione Mark Pieth. La politica svizzera è entrata in argomento spaccandosi a metà, come spesso accade.

Mazzone propone di giocare solo in Messico e Canada - La presidente dei Verdi Lisa Mazzone sostiene il boicottaggio: a suo dire Trump agirebbe in modo autoritario, violerebbe i diritti umani e «distruggerebbe» il diritto internazionale. Serve un dialogo con le federazioni calcistiche europee per reagire in modo coordinato: «Ad esempio chiedendo che le partite si disputino solo in Messico e Canada, ovvero che si giochi solo lì», riporta Mazzone, citata da CH Media.

Via il torneo in caso d'invasione della Groenlandia - Posizione simile per il consigliere nazionale socialista Jon Pult: «La Fifa, che con grande imbarazzo ha consegnato un premio per la pace a Donald Trump, in caso di annessione della Groenlandia da parte degli USA dovrebbe togliere il torneo al Paese aggressore. Qualsiasi altra opzione sarebbe inaccettabile», afferma il vicepresidente del partito.

«Un boicottaggio è semplicemente stupido» - Il consigliere nazionale PLR Christian Wasserfallen critica l’idea del boicottaggio: «Un boicottaggio è semplicemente stupido. Non serve a nulla dal punto di vista politico e punisce soprattutto gli atleti». Il co-presidente del gruppo parlamentare "Calcio" sottolinea che spera che «il maggior numero possibile di svizzeri vadano alle partite» e sostengano la Nazionale svizzera: «Non vedo l’ora dei Mondiali e già ora dico Forza Svizzera!».

«Usare la Nazionale per scopi politici è sbagliato» - Per il consigliere nazionale UDC Ronald Rino Büchel, le «strampalate richieste di boicottaggio sono un modo a buon mercato per attirare l’attenzione». Il manager sportivo, che ha lavorato per la Fifa, aggiunge: «Ora si sono espressi Sepp Blatter e Mark Pieth, due anziani signori che non solo si somigliano fisicamente come due fratelli, ma che evidentemente condividono anche una profonda avversione verso la 'nuova' Fifa, fratelli nello spirito». Büchel guarda con grande scetticismo a un boicottaggio sportivo: «Usare la Nazionale svizzera per scopi politici è assolutamente sbagliato e subdolo. I messaggi e le decisioni politiche, dopotutto, non appartengono al campo da calcio, ma alla politica». Sul boicottaggio dei tifosi aggiunge: «Chi non vuole andare ai Mondiali, non ci vada. Dov’è il problema?».Invito al dialogo - Il presidente del Centro e consigliere nazionale Philipp Matthias Bregy sottolinea: «Lo sport, e soprattutto il calcio, devono unire, non dividere». A suo avviso, la discussione è «prematura» e sembra una «mancanza di volontà di dialogo». Un Paese piccolo come la Svizzera fa bene a parlare e a mediare, invece che minacciare», conclude.

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BOICOTTAGGIO MONDIALI

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