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Frode da 2,7 milioni alla cassa di compensazione AVS

La truffa è avvenuta tra il 2020 e il 2022. Oltre 80 falsi beneficiari hanno percepito le indennità Covid
Tipress
Fonte ats
Frode da 2,7 milioni alla cassa di compensazione AVS
La truffa è avvenuta tra il 2020 e il 2022. Oltre 80 falsi beneficiari hanno percepito le indennità Covid

LOSANNA - Dopo la frode da tre milioni ai danni della Cassa cantonale vodese di disoccupazione commessa tra il 2013 e il 2016, durante la pandemia è stata presa di mira la Cassa cantonale di compensazione AVS: quest'ultima è stata vittima di una truffa da 2,7 milioni di franchi tra il 2020 e il 2022. Più di 80 falsi beneficiari hanno percepito indebitamente le indennità per perdita di guadagno (IPG) Covid.

Il caso è stato rivelato oggi dal quotidiano "24 heures"; contattato da Keystone-ATS, il portavoce del ministero pubblico vodese Vincent Derouand ha confermato l'informazione. Sarebbe stato un trio di cittadini portoghesi ad aver orchestrato, "a diversi livelli di coinvolgimento", la truffa con la complicità di due dipendenti della cassa di Vevey.

Sospettando delle irregolarità, la Cassa di compensazione aveva sporto denuncia nel giugno 2022. Il ministero pubblico sta conducendo un'inchiesta per truffa per mestiere nonché riciclaggio di denaro e falsità in documenti.

Stando alla procura 84 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni hanno ottenuto indebitamente somme comprese tra i 16'000 e i 96'000 franchi. Secondo "24 heures" si trattava di privati che si erano registrati retroattivamente come lavoratori autonomi per richiedere i sussidi IPG Covid, dichiarando un giro d'affari fittizio. In altri casi persone già indipendenti avrebbero gonfiato il proprio fatturato per ottenere importi più elevati.

Il trio è accusato di aver reclutato questi beneficiari fittizi tra i propri conoscenti, occupandosi delle formalità amministrative e prelevando nel frattempo una commissione che poteva arrivare fino al 40%.

Finora un tribunale ha già pronunciato nove condanne nei confronti di imputati che hanno beneficiato degli IPG Covid, con pene che vanno dai sei ai sedici mesi di carcere. Il portavoce ha inoltre confermato che l'inchiesta non è conclusa: essa prosegue nei confronti dei principali autori della truffa. Il ministero pubblico fa sapere che, in linea di principio, essi saranno giudicati insieme, senza però poter comunicare un calendario preciso per quanto riguarda il rinvio a giudizio.

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