Cerca e trova immobili
SVIZZERA

Versare contributi per la pensione già dai 20 anni? Ecco quanto conviene

Secondo alcuni politici potrebbero garantire una rendita migliore, ma gli esperti sono combattuti
Deposit Photos
Versare contributi per la pensione già dai 20 anni? Ecco quanto conviene
Secondo alcuni politici potrebbero garantire una rendita migliore, ma gli esperti sono combattuti

ZURIGO - Versare contributi nella cassa pensione già dai 20 anni: questa è la richiesta della maggioranza della Commissione per la sicurezza sociale e la sanità del Consiglio Nazionale.

I favorevoli, come ad esempio il consigliere nazionale PLR Andri Silberschmidt, sono convinti che questo possa garantire meglio la pensione futura. Infatti, chi versa prima, risparmia anche più a lungo, il che influisce positivamente sull’effetto dell’interesse composto. I contrari, come la consigliera nazionale PS Sarah Wyss, avvertono invece che la modifica renderebbe più difficile l’ingresso nel mondo del lavoro per i giovani senza garantire una pensione significativamente migliore in età avanzata.

Ma qual è la verità? 20 Minuten lo ha chiesto a Karl Flubacher, direttore regionale della Svizzera Nordovest e della Svizzera occidentale presso il Centro Patrimoniale.

20 anni, 52’000 franchi di stipendio - Flubacher ha elaborato un esempio ipotetico e calcolato l’effetto utilizzando tre diversi tassi di interesse. Partendo da una persona di 20 anni con uno stipendio annuo di 52’000 franchi (13 mensilità da 4’000 franchi), da questo importo si sottrae prima il cosiddetto "coordinationsabzug" (deduzione di coordinamento) che per l’anno 2026 ammonta a 26’460 franchi. Si ottiene così il "salario assicurato", che è pari a 25’540 franchi.

L’importo del contributo che una persona versa nella cassa pensione è stabilito dall’età. Per il calcolo è stato scelto il contributo di risparmio della fascia d’età più giovane oggi (25-34 anni), pari al 7 percento. Questo viene pagato per metà dal dipendente e per metà dal datore di lavoro – quindi 3,5 percento ciascuno.

Ne risulta un contributo di risparmio di 1’788 franchi all’anno che confluisce nella cassa pensione, questa cifra include anche la metà versata dal datore di lavoro. Quindi, dal salario annuo netto mancano 894 franchi. Su 13 mensilità, ciò corrisponde a circa 70 franchi al mese.

Quando si iniziano a versare i contributi nella cassa pensione? - Dal 1 gennaio dopo il compimento dei 24 anni, per i lavoratori soggetti all’AVS, diventano obbligatori i versamenti nella cassa pensione (2ª pilastro) per la previdenza per la vecchiaia. Chi lavora già prima, versa contributi nella cassa pensione già dai 18 anni, ma solo per la copertura dei rischi di morte e invalidità, che sono inferiori.
L’ammontare del contributo, sempre ripartito tra lavoratore e datore, dipende dall’età: per chi ha tra 25 e 34 anni è il 7 percento, tra 35 e 44 anni il 10 percento, tra 45 e 54 anni il 15 percento e tra 55 e 65 anni il 18 percento (maggiori dettagli più avanti nell’articolo). La cassa pensione calcola il contributo sul "salario assicurato". Per farlo, sottrae dal salario annuo la cosiddetta "deduzione di coordinamento", nel 2026 pari a 26’460 franchi.
Chi è obbligatoriamente assicurato deve avere un contratto di lavoro di almeno tre mesi e guadagnare almeno 22’680 franchi l’anno. I versamenti terminano quando si raggiunge l’età ordinaria di pensionamento, non si raggiunge più la soglia salariale o termina il rapporto di lavoro.

Esperto finanziario: «Da 70 a 120 franchi di rendita in più» - L’elemento determinante è il tasso d’interesse con cui la singola cassa pensione remunera il capitale di risparmio. Nella sua simulazione, l’esperto Flubacher ha utilizzato tassi dell’1,5%, 2% e 2,5%.

Il risultato: «Ad oggi si può presumere che, con un salario di 52’000 franchi a 20 anni, si potrà un giorno contare su una rendita aggiuntiva compresa tra 70 e 110 franchi al mese», afferma l’esperto finanziario.

Per una persona di 20 anni, una rendita supplementare teorica a partire dai 65 anni resta però un concetto molto astratto. Flubacher conclude quindi: «Ritengo che, in giovane età, questa trattenuta si faccia sentire di più nel portafoglio di quanto il beneficio venga percepito a livello “emotivo”».

A ciò si aggiunge il fatto che anche i datori di lavoro sarebbero maggiormente gravati, poiché i contributi di risparmio vengono versati per metà dai lavoratori e per metà dai datori di lavoro.

L’esperto consiglia: investire da soli - Per ottimizzare la previdenza per la vecchiaia, gli anni tra 60 e 65 sono molto più determinanti rispetto a quelli tra 20 e 25, dice Flubacher. «Ci sono tre ragioni: il salario assicurato aumenta probabilmente con l’età, la percentuale di contributo sale e l’effetto dell’interesse composto pesa molto di più, perché il capitale accumulato nella cassa pensione è molto più alto che da giovani», spiega.

Chi volesse comunque risparmiare così presto per la vecchiaia, farebbe meglio, tra i 20 e i 25 anni, a investire da solo il contributo della cassa pensione in ETF azionari a basso costo e ben diversificati, consiglia Flubacher. «In passato si potevano ottenere così rendimenti annui tra il 6 e il 7 percento, di solito ben superiori a quelli raggiunti da una cassa pensione nello stesso periodo».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE