Cerca e trova immobili
CANTONE / SVIZZERA

«Pronti ad accogliere pazienti di cure intense da altri cantoni»

In tutta la Svizzera ci sono ancora 314 letti disponibili. Ma potrebbero rendersi necessari spostamenti sovraregionali
Keystone - foto d'archivio
«Pronti ad accogliere pazienti di cure intense da altri cantoni»
In tutta la Svizzera ci sono ancora 314 letti disponibili. Ma potrebbero rendersi necessari spostamenti sovraregionali
L'UFSP: «Dall'Italia invece non è arrivata nessuna richiesta ufficiale. Se pervenisse, verrà esaminata».
BELLINZONA - «Gli 876 letti per terapia intensiva certificati e riconosciuti dalla Società svizzera di medicina intensiva (SSMI), normalmente disponibili in Svizzera per il trattamento degli adulti, attualmente sono praticamente tutti oc...

BELLINZONA - «Gli 876 letti per terapia intensiva certificati e riconosciuti dalla Società svizzera di medicina intensiva (SSMI), normalmente disponibili in Svizzera per il trattamento degli adulti, attualmente sono praticamente tutti occupati». È questa la frase che ha creato scalpore ieri, soprattutto in Italia. Perché in Svizzera i media avevano riportato la comunicazione della SSMI interamente: «Oltre alla creazione di nuovi posti, il sovraccarico ha potuto essere evitato grazie al rinvio di operazioni non urgenti».

Ancora 314 letti liberi in cure intense - La situazione, seppur delicata, non è così tragica. Lo ha confermato il consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa da Lugano: «Ci sono 511 persone affette da Covid-19 nelle cure intense, 315 con altre patologie. Abbiamo ancora 314 letti liberi» (dato del 18 novembre). La preoccupazione, piuttosto, è per il personale di cura: «Ogni letto in cure intense ha bisogno di personale specializzato e oggi è questo che ci preoccupa». 

Trasferimento di pazienti tra cantoni - Negli scorsi giorni i Cantoni hanno ricevuto l'appello: «Effettuate trasferimenti sovraregionali di pazienti a partire da un’occupazione dell’80%, per mantenere la capacità d’accoglienza regionale». Una procedura per cui anche il Ticino ha dato la sua disponibilità, come confermato dal direttore della Divisione della salute pubblica, Paolo Bianchi: «Abbiamo definito una procedura di valutazione e decisione, un protocollo. Non per forza ce ne sarà bisogno, ma siamo pronti e se il tasso di occupazione dei letti da parte dei pazienti ticinesi, così come l'evoluzione del fabbisogno lo consentirà, lo potremo fare». Quella del trasferimento di pazienti in altri cantoni è anche una questione di «reciprocità e spirito di solidarietà». Durante la prima ondata tre ticinesi sono stati accolti Oltralpe. Ma - precisa l’avvocato - «non bisogna dimenticare che si tratta di un’operazione che comporta dei rischi. Non è tutto facile come sembra. Bisogna tenere in considerazione le difficoltà e i rischi sanitari del trasporto di pazienti che sono molto complessi». Si tratta infatti di persone il cui stato di salute è precario. Il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, Raffaele De Rosa, ha confermato che «a oggi in Ticino non ci sono pazienti da altri cantoni, ma se servirà saremo solidali».

Nessuna richiesta (ufficiale) dall'Italia - Ma nel nostro cantone si è parlato molto anche della situazione sanitaria della vicina Lombardia. «Nel triangolo Como-Monza-Varese siamo al limite delle possibilità e del collasso», aveva detto la scorsa settimana Claudio Zanon, direttore sanitario dell'ospedale Valduce di Como. E aveva poi lanciato l'appello alla Svizzera: «Se gli ospedali possono dare una mano che ci contattino, o contattiamo noi loro, ma se tra Paesi confinanti ci diamo una mano è meglio perché quello che succede oggi a noi potrebbe capitare a voi domani». Una richiesta che per ora si è fermata solo ai media. «Ufficialmente all’Ente ospedaliero cantonale (EOC) non è arrivata alcuna richiesta in questo senso - precisa Mariano Masserini, responsabile del servizio comunicazione -. Ma sono richieste che devono passare attraverso i canali istituzionali tramite le autorità sanitarie dei paesi coinvolti». E da Berna fanno sapere: «Attualmente l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non è a conoscenza di richieste di trasferimento di pazienti covid dall'estero. Nel caso in cui verranno avanzate, la Svizzera le esaminerà. L'UFSP è comunque in contatto regolare con tutti i Paesi confinanti, compresa l'Italia».

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE