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Animali esotici sequestrati in dogana: «Ecco quando non vengono restituiti ai proprietari»

Specie protette bloccate alla frontiera: cosa succede dopo? L’abbiamo chiesto all'USAV
UDSC
Parrocchetto splendido
Animali esotici sequestrati in dogana: «Ecco quando non vengono restituiti ai proprietari»
Specie protette bloccate alla frontiera: cosa succede dopo? L’abbiamo chiesto all'USAV

CHIASSO - L’ultimo sequestro di un animale esotico, alla frontiera sud, risale ad agosto di quest’anno.

Un pitone reale dentro una scatola - Fermando un'auto con targhe italiane, gli agenti dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) in servizio nel Locarnese hanno trovato un pitone reale vivo dentro una scatola appoggiata sulle gambe del passeggero.

Senza autorizzazioni - Il rettile, lungo circa un metro, era stato acquistato in Italia, ma era privo delle necessarie autorizzazioni all’importazione. E visto che il conducente e il passeggero - due italiani di 24 e 30 anni - non hanno potuto esibire alcun certificato CITES (necessario per le specie protette), il serpente è stato così sequestrato.

Il pitone è stato poi restituito - L'importazione di specie esotiche è sottoposta a una procedura specifica. Non sempre, però, viene rispettata. E cosa succede agli animali dopo il sequestro? Nel caso del pitone è stato poi ridato ai proprietari, i quali hanno presentato il certificato CITES.

L’indagine dell’USAV - In generale, spiega a Tio.ch l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), viene avviato (dallo stesso USAV) «un procedimento d'indagine. Gli animali rimangono provvisoriamente in strutture adeguate, dove vengono accuditi e ospitati in modo conforme alle loro esigenze fino alla conclusione della procedura. A seconda dell'esito della procedura, gli animali vengono restituiti ai proprietari oppure viene loro trovata una sistemazione permanente».

Non sempre gli animali vengono restituiti - La decisione dipende «da diversi fattori, tra cui il possesso dei necessari permessi di detenzione da parte degli allevatori. Diversi animali selvatici sono molto “esigenti” in termini di allevamento e possono essere allevati solo da allevatori competenti e professionali».

Ospitati in parchi naturali - Qualora non vengano restituiti, «gli animali vengono solitamente ospitati in parchi naturali, zoo o istituzioni adeguati, che dispongono delle competenze e delle strutture necessarie per la loro custodia».

La Convenzione CITES
Molte specie di animali e piante selvatiche rischiano di diminuire o sono minacciate di estinzione. Un gran numero di animali (ca. 6'000 specie) e di piante (ca. 34'000 specie) soggiace a severe disposizioni in materia di importazione, esportazione e transito. La dogana sorveglia l'importazione, l'esportazione e il transito di animali e piante protetti, nonché di loro parti o prodotti, secondo le disposizioni della conservazione delle specie (CITES Fauna e CITES Flora) sia per gli invii commerciali sia per il traffico turistico. Se l'importazione o l'esportazione di animali e piante protetti avviene illegalmente, ovvero senza i documenti necessari (certificati CITES), la dogana, il posto di controllo CITES o l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) possono sequestrare la merce come pegno doganale.

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