La Corsi critica: «Cultura in superficie, neo. convince a metà»

Neo., trasmissione culturale RSI che ha sostituito Turné, riceve giudizi non proprio lusinghieri
COMANO - Un programma dagli approfondimenti poco approfonditi. Insomma, un po' superficiale. È un giudizio non proprio bellissimo quello che ha dato il Consiglio del pubblico della Corsi su neo., la nuova trasmissione culturale della RSI, che ha preso il posto di Turné, messo a riposo dopo 11 anni. Non è proprio una bocciatura, ma sono state evidenziate alcune criticità analizzando le dodici puntate della prima stagione
In sostanza la trasmissione, condotta da Sandy Altermatt, volto RSI del Festival del film di Locarno, e prodotta da Roberta Nicolò, offre «un approfondimento è quasi sempre limitato, tranne nell’intervista all’ospite». Scrive la Corsi: «La preoccupazione iniziale di dare al programma un ritmo piuttosto serrato fa sì che tutto resti, nelle puntate visionate, un po’ in superficie. D’altra parte, così facendo si tenta forse di catturare nuovi pubblici, abituati alla brevità del web e dei social, rischiando però di non raggiungere completamente quello, anagraficamente più maturo, che guarda neo. in televisione, il sabato sera».
Anche la struttura dei contributi appare piuttosto prevedibile e lascia poco spazio a elementi di sorpresa. La mediazione giornalistica risulta poco visibile: autrici e autori dei servizi compaiono raramente e le voci degli intervistati si susseguono senza un vero contraddittorio, accompagnate da immagini di copertura. Nel complesso, neo. suggerisce temi e percorsi culturali ma evita di esprimere valutazioni originali, affidando implicitamente il giudizio alla semplice scelta degli argomenti trattati.
La CORSI segnala inoltre la mancanza, nelle puntate monitorate, di uno spazio dedicato ai libri, settore ritenuto fondamentale per il servizio pubblico. Una lacuna che la RSI ha nel frattempo cercato di colmare con la nuova trasmissione Nero su Bianco, in onda la domenica su LA 1 e il sabato mattina su Rete Uno.
Sul piano formale, il programma si distingue da Turné per l’ambientazione in uno studio virtuale, una grafica più moderna e l’introduzione di un’ampia intervista che occupa circa un terzo del tempo di trasmissione. Restano tuttavia alcune criticità, come la durata talvolta squilibrata dei singoli contributi e lo spazio finale di appena un minuto dedicato alle segnalazioni culturali imminenti, giudicato poco incisivo. Nel complesso, la prima stagione di neo. mostra potenzialità ancora in evoluzione: un contenitore dinamico e visivamente aggiornato che, secondo la CORSI, potrebbe rafforzare profondità critica, pluralità di sguardi e attenzione a tutti gli ambiti della produzione culturale.
Nell’insieme, il Consiglio del pubblico plaude all’esercizio di rinnovamento di una formula che, con il tempo, correva il rischio di risultare desueta. Apprezzata l’attenzione all’equilibrio di genere tra le persone intervistate. È stato apprezzato anche il tentativo, in corso d’opera, di apportare degli aggiustamenti alla scansione, ai ritmi e ai contenuti dei singoli servizi. Promossa infine la conduttrice Sandy Altermatt, «che si dimostra preparata, accogliente, spesso felicemente autoironica».



