Nicola Bravetti: “Senza la legge si sarebbe creato un pericoloso vuoto normativo”

A cosa serve la legge?
Nicola Bravetti: “La legge cantonale è servita e serve a disciplinare le attività di gestione finanziaria, di intermediazione e di consulenza. Si tratta di una norma legittimata costituzionalmente fin dalla prima metà degli anni ’80, voluta per proteggere l’investitore che si affida a terzi sia per la gestione dei propri capitali che per la consulenza in ambito societario, aziendale, ecc”.
Perché il Ticino sì e gli altri no ?
Nicola Bravetti : “ Bisogna ricordare che a partire dalla fine degli anni ’70 il cantone ha iniziato a vivere una forte fase espansiva del settore parabancario e le comprensibili lacune che riguardavano la normativa federale allora in vigore rischiavano di sottoporre la piazza all’ingordigia di operatori senza scrupoli. Questo avrebbe indubbiamente nuociuto al’immagine della piazza finanziaria che, lo ripeto e sottolineo, in quegli anni era in piena espansione. Piazza che andava quindi tutelata al meglio delle nostre possibilità. Tanto più che il cantone Ticino confina con l’Italia, nazione che al’epoca era caratterizzata da forte instabilità politica – erano gli anni di piombo – e soprattutto per questo motivo molti capitali scappavano in Svizzera e, in particolare, proprio in Ticino”.
La legge sui fiduciari però è entrata in vigore solo nel 1985.
Nicola Bravetti : “La situazione appena descritta è stata la premessa per la creazione della legge; legge di cui si cominciò a parlare sin dalla fine degli anni ’70. La normativa cantonale è servita ad elevare la qualità delle consulenze offerte anche grazie alla creazione dell’istituto di formazione per i fiduciari presso il Centro Studi Bancari di Vezia”.
Le legge è servita a creare una certa aggregazione tra i professionisti ticinesi.
Nicola Bravetti : “Certo, aggregazione che si è manifestata in particolare nel 2006, quando venne messa in discussione l’esistenza stessa della legge. In quel momento i fiduciari si raggrupparono attorno alla Federazione delle Associazioni di Fiduciari (FTAF), di cui ero presidente, e con un grande impegno comune siamo riusciti a far valere le ragioni a sostegno del mantenimento e della revisione della legge sui fiduciari”.
Cosa sarebbe accaduto se non ci foste riusciti e la legge fosse stata abrogata come voleva il governo ?
Nicola Bravetti : “Si sarebbe creato un pericoloso vuoto normativo in attesa che avviasse la propria attività la FINMA, la quale per altro si avvale del fondamentale contributo degli organismi di autodisciplina i quali nel nostro cantone, in assenza della legge, avrebbero visto fortemente indebolita la propria capacità di sovrintendere e vigilare sul corretto funzionamento del settore fiduciario. Risulta interessante rilavare che il legislatore federale ha voluto mantenere, per quanto attiene la vigilanza sul settore, il concetto di legge quadro che permette alle associazioni di categoria di autoregolamentarsi con il duplice vantaggio di limitare le spese per l’ente pubblico e di ottimizzare la capacità di controllo svolta da attori competenti”.
RED




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