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Legge sulle Fiduciarie, il Ticino è numero uno

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Legge sulle Fiduciarie, il Ticino è numero uno
LUGANO - Il segreto bancario vacilla e, se il sistema bancario elvetico uscirà ulteriormente modificato dal terremoto che lo stà colpendo, è prevedibile che anche il settore fiduciario dovrà adeguarsi ai mutamenti in ...

LUGANO - Il segreto bancario vacilla e, se il sistema bancario elvetico uscirà ulteriormente modificato dal terremoto che lo stà colpendo, è prevedibile che anche il settore fiduciario dovrà adeguarsi ai mutamenti in corso. Quel che fa specie è che il legislatore elvetico, che si è occupato di banche, di borse valori e di fondi d’investimento, non abbia partorito nessuna normativa federale specifica sulle fiduciarie fino a quest’anno. Dopo anni di travaglio, il primo gennaio di 2009 ha iniziato la propria attività la FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) che raccoglie l’importante eredità della commissione federale delle banche, dell’autorità di controllo sugli intermediari finanziari e, ed è questo che ci interessa, si coordina con gli organismi di autodisciplina che vigilano sul settore fiduciario.

Prima ch esistesse FINMA l’unico cantone svizzero dotato di una legge che regolamenta l’esercizio della professione di fiduciario è il Ticino. La norma entrò in vigore nel 1985; da allora nessuno altro cantone seguì l’esempio ticinese, a parte una breve esperienza grigionese. Da noi la normativa è stata voluta principalmente dalla piazza finanziaria locale per ancorare nelle leggi delle regole di comportamento ben precise. Regole necessarie ad evitare le possibili degenerazioni - vedi il riciclaggio che a partire dalla fine degli anni ’70 cominciava ad inquietarne più di uno – degenerazioni, dicevamo,  che operatori poco scrupolosi avrebbero potuto facilmente innescare con conseguente messa in pericolo della credibilità dell’intera piazza ticinese. Meglio prevenire insomma.

Oltre 20 anni dopo, con circa 1200 fiduciari iscritti all’albo professionale, fu proprio il Governo Cantonale a proporre di abrogare la legge. Ma perché ? Risparmi ! Era 2006 e le finanze cantonali cominciavano ad andare male (poi sarebbero andate anche peggio) e per quell’anno era previsto un disavanzo d’esercizio di oltre 100 milioni di franchi. Il Governo varò così il programma di diminuzione delle spese; uno  dei tanti « pacchetti di contenimento della spesa pubblica » che impongono ad  ogni ministro il compito di tagliare linearmente il proprio budget in modo da rientrare nelle spese prefissate.
La proposta del Governo innescò la reazione della Federazione delle Associazioni di Fiduciari (FTAF) e ne nacque un lungo confronto che fece scorrere fiumi d’inchiostro.  Tra gli oppositori della prima ora Nicola Bravetti, allora presidente della FTAF.

Alla fine, era lo scorso anno, era il 2008,  la spuntò la Federazione e si decise di portare avanti il progetto di revisione della legge tutt’ora nelle mani dell’autorità politica. Nella versione che ne uscirà la legge dovrebbe offrire ulteriori garanzie di professionalità rispetto a quanto già garantito dall’avvio dell’attività della FINMA

Legge che oggi, ci dice Cristina Maderni, presidente della FTAF, sembra dare una marcia in più ai fiduciari ticinesi.
 

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