Nessuna trasparenza senza informazione indipendente

Transparency International Svizzera
L'iniziativa popolare, che sarà sottoposta a votazione l'8 marzo 2026, limiterebbe notevolmente la capacità della SSR di condurre inchieste investigative.
L'indipendenza dell'informazione è una condizione essenziale per il buon funzionamento di una democrazia. La sua riduzione indebolirebbe anche la lotta alla corruzione.Transparency International Svizzera si impegna a favore della trasparenza nell'amministrazione, nella politica e nell'economia, considerando la trasparenza fondamento di una società integra e libera dalla corruzione, e prerogativa per lo Stato di diritto, la democrazia e il rispetto dei diritti umani.
La trasparenza richiede informazione e l'informazione richiede trasparenza. I media privati finanziati dalla pubblicità e dagli abbonamenti e la SSR sono entrambi necessari per la diversità dell'informazione in Svizzera. Se l'iniziativa fosse accettata, le risorse della SSR dedicate alla ricerca e alla diversità delle informazioni indipendenti diminuirebbero drasticamente. Altri media non potrebbero compensare questa perdita. Infatti, i media finanziati esclusivamente dal mercato sono già costretti da anni a ridurre il loro personale a causa di una «profonda trasformazione strutturale», caratterizzata da un «massiccio trasferimento degli investimenti pubblicitari svizzeri verso piattaforme globali», come comunicato da Tamedia, la più grande casa editrice svizzera.
La SSR è già oggetto di una massiccia ristrutturazione, al fine di mettere in atto i tagli di bilancio già decisi. L'iniziativa comporterebbe un'ulteriore e radicale riduzione del servizio pubblico dei media. Un recente studio dell'Università di Friburgo sull'offerta di informazione online della SRF mostra che gli altri media non sarebbero in grado di compensare tale smantellamento. L'iniziativa prevedrebbe anche l’abolizione del portale online di SRF News e RSI info.
La trasparenza presuppone che le informazioni verificate raggiungano anche la popolazione. Nonostante il cambiamento delle abitudini di consumo, i mezzi di informazione tradizionali come la radio, la televisione o le pagine web della RSI rimangono riferimenti importanti, soprattutto nell'era dell'«intelligenza artificiale» e dei social media.
Gli studi dimostrano che essi svolgono un ruolo insostituibile come base per discussioni fondate sui fatti nei social network (ad esempio questo studio dell'UFCOM). Se le fonti di informazione giornalistiche fossero ridotte a causa dei tagli alla SSR (RSI), aumenterebbe la percentuale di contenuti falsi o manipolatori e quindi il rischio di disinformazione.
Transparency Svizzera raccomanda di respingere l'iniziativa popolare «200 franchi bastano!» perché minaccia di indebolire un presupposto essenziale per il buon funzionamento di uno Stato di diritto democratico.



