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L'OSPITELegge Netflix: 120 milioni bastano!

02.05.22 - 16:33
Diego Baratti, Presidente Giovani UDC
Diego Baratti
Legge Netflix: 120 milioni bastano!
Diego Baratti, Presidente Giovani UDC

Il prossimo 15 maggio saremo chiamati a votare sulla legge sul cinema, anche nota come Lex Netflix. La legge prevede che il 30% dei film previsti sui cataloghi di Netflix & CO sia di produzione europea. E già qui dovrebbe suonare il primo campanello di allarme: ma come, lo Stato va a prescrivere a una azienda privata che tipo di prodotto deve offrire? Questo significa che lo Stato sta andando a imporre che tipo di film il consumatore dovrebbe guardare. E onestamente, a me non piace che lo Stato mi dica cosa io debba fare.

Ma la legge va oltre. Impone pure che il 4% dei proventi di Netflix & CO sia destinato alla creazione svizzera cinematografica indipendente (o si paghi una tassa sostitutiva). Secondo campanello di allarme: lo Stato va a imporre a una ditta privata come deve investire le sue entrate! Ma non è finita qui. Oltre il danno anche la beffa: infatti, le produzioni delle emittenti private verranno discriminate: non si potrà investire in produzioni interne perché la legge richiede specificatamente che il denaro finanzi produzioni indipendenti.

Questa legge quasi staliniana non va altro che a rimpolpare le tasche della lobby sul cinema, che già riceve annualmente oltre 120 milioni di franchi pubblici per le sue produzioni. Però in media, un film svizzero ha 2600 spettatori paganti al cinema. Questo significa che ogni spettatore è sovvenzionato con oltre 100 CHF di soldi dei contribuenti, di nostri soldi, in rapporto al prezzo del biglietto al cinema che arriva a un massimo di 20 CHF. A cui si aggiungeranno ulteriori 20-30 milioni con la nuova legge. È giusto sostenere la parte culturale del cinema, ma 120 milioni bastano: votiamo NO a una legge inutile, ingiusta e che alla fine risulta essere nient’altro che una tassa sui film: infatti, i costi derivati da questa legge verranno alla fine compensati dalle aziende con un aumento degli abbonamenti di streaming, e a passare alla cassa saremo ancora una volta sempre noi, i (sempre più) poveri consumatori/contribuenti!

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