Lorenzo Beretta Piccoli
L'OSPITE
20.11.2021 - 11:440

PSE: un progetto finanziariamente sostenibile

Lorenzo Beretta Piccoli – Consigliere comunale e membro della Commissione della gestione

Il voto del prossimo 28 novembre ha un’importanza fondamentale per quella che sarà la Lugano dei prossimi decenni. Con il nostro voto avremo la straordinaria opportunità di dire SI all’unico vero progetto che in questo momento può ambire a rilanciare la nostra Città. Ovviamente nessuno regala niente, per cui è inevitabile che ci saranno dei costi. L’Esecutivo, che da anni si distingue proprio per il rigore finanziario, ha valutato positivamente la sostenibilità dell’investimento ed allo stesso modo ha fatto la maggioranza della Commissione della gestione e del Consiglio comunale.
Tuttavia, in questa lunga campagna, gli oppositori si sono più volte lanciati in un turbinio di cifre, nel quale loro stessi spesso si perdono, con il palese intento di paventare scenari catastrofici. Se da un lato posso capire che si cerchi di portare acqua al proprio mulino, dall’altra ritengo doveroso fare chiarezza nei confronti del Cittadino che va ad esprimersi alle urne. La cifra che ha fatto più discutere è probabilmente l’aumento del fabbisogno che, in seconda battuta, determina il possibile incremento del moltiplicatore d’imposta. A scanso di equivoci meglio sbaragliare subito il campo da ogni dubbio: di sicuro non saranno i 17 milioni (quasi 6 punti del moltiplicatore) che gli oppositori non mancano di sbandierare ad ogni occasione ed ora vi spiego il perché. I 17 mio dei referendisti sono un risultato parziale estrapolato da un calcolo più ampio presente nei due rapporti della Commissione della gestione. In realtà le conclusioni a cui arriva questo calcolo (la famosa stima validata dai servizi finanziari della Città) è di 1 milione inferiore (pag. 32 rapporto maggioranza Commissione della gestione). Si deve quindi partire da 16 mio. Una cifra corretta al momento della redazione dei rapporti, ma ora superata dagli eventi visto che considera solo 7 mio di contributi cantonali e federali mentre oggi questi ammontano già a ben 23 mio. Una cifra che va anche contestualizzata perché, come ben spiegato nel rapporto di maggioranza della Commissione della gestione, “si tratta di una stima che valuta la peggiore delle ipotesi (worst case) e deve quindi essere interpretata in quanto tale”. Per esempio, il calcolo considera il tetto massimo dei costi per la realizzazione delle strutture sportive (167 mio), quando non è un segreto che le parti contano di ottimizzare i costi di realizzazione per decine di milioni. Questo punto è addirittura sancito a chiare lettere nel contratto stipulato con i partner privati (2/3 dei risparmi a favore della Città). Non si tiene inoltre conto delle opzioni di riacquisto anticipato e ammortamento straordinario che, se esercitate nella forma più estrema (riacquisto totale), permetterebbero alla Città addirittura di non sottoscrivere del tutto il contratto di leasing su arena sportiva e palazzetto dello sport. Le modalità di finanziamento definitive saranno infatti definite solo a partire dal momento della consegna delle opere (fine 2025) in base alla capacità finanziaria della Città a quel momento.
Appare quindi chiaro che quello dei referendisti è un tentativo di strumentalizzare le cifre a loro vantaggio, la verità dice invece che l’obiettivo del Municipio di contenere l’aumento del fabbisogno a 10 mio (2-3 punti del moltiplicatore) è del tutto realistico. Anche per questo motivo io voto convintamente SI al Polo Sportivo e degli Eventi.

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