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11.09.2020 - 10:150

Il lupo uccide anche il territorio!

Municipio di Cevio

Tra i compiti di un’amministrazione comunale, di norma sotto il “dicastero economia”, vi sono le poste “agricoltura e turismo”, settori tanto più importanti nelle valli periferiche del Cantone, come pure vi è il grande capitolo della cura e della gestione del territorio, per cui è sicuramente giustificato ed opportuno che il Municipio di un Comune di valle si esprima pubblicamente su un tema per noi di vitale importanza e che ci tocca molto da vicino.

Il lupo non uccide solo le pecore e le capre che pure sono di qualcuno e meritano anch’esse protezione! Il lupo in effetti è sicuro che uccide anche l’allevamento tradizionale di montagna, di conseguenza altera il paesaggio pascolato e aperto, con relativi sentieri escursionistici, e di riflesso incide sui prodotti agroalimentari nostrani, così ricercati e importanti per l’economia locale (ristorazione, turismo), che identificano un territorio. Modifica pure la libertà e la sicurezza con le quali finora abbiamo potuto usufruire, con piacevole tranquillità, dei nostri boschi, valli e monti … Non si venga a dire che in un territorio popolato dai lupi non vi siano motivi per provare qualche comprensibile timore, tanto da evitare la frequentazione del territorio stesso in barba al tentativo – tanto sciagurato quanto ingenuo – di insistere con l’affermare che il lupo rappresenta un valore aggiunto per il nostro ambiente naturale.

Il propagarsi del lupo dimostra chiaramente che negli ultimi decenni vi è stato un grande ampliamento della zona boschiva e quindi si è formato un habitat naturale adatto al ritorno di questo scomodo predatore. La natura sta recuperando velocemente gli spazi che la nostra civiltà rurale del passato aveva fatto propri per motivi di sopravvivenza, anche con un uso diffuso del vago pascolo. Sulla questione della biodiversità vi è molta confusione e indicazioni contraddittorie, ma è sicuro che un territorio abbandonato dall’uomo e lasciato all’avanzata del bosco perde molto non solo in fatto di fruibilità ma anche in biodiversità in quanto sarebbe un territorio uniformato. Più del lupo, per la biodiversità conta maggiormente un gregge libero al pascolo che mantiene il territorio con tutte le sue componenti naturalistiche.

Già è stato dimostrato che una convivenza con l’agricoltura di montagna, anche se si adottano improbabili e onerosi provvedimenti che hanno già ampiamente dimostrato la loro sostanziale inefficacia, non è possibile e basta una predazione per generare comprensibili motivi di incertezza, di paura. Chi vuole sostenere il contrario, invece di manifestare posizioni chiaramente ideologiche, quindi irrazionali e che non vogliono considerare la situazione con il dovuto pragmatismo, invece di esternare teorie si mettano concretamente a disposizione dei nostri contadini per fare i pastori a custodia dei greggi, giorno e notte!

Non si capisce nemmeno perché dover investire ingenti energie e capitali in una gravosa protezione dei greggi quando è molto più semplice ed efficace contenere il numero dei lupi, risolvendo il problema alla radice. Un propagarsi del lupo avrebbe conseguenze assolutamente nefaste per il settore agricolo di montagna, quindi per la montagna stessa, per le nostre valli e relative realtà socio-economiche che già sono in grave difficoltà. Pertanto è imperativo intervenire per limitarne la diffusione in modo controllato e con regole precise. È semplicemente questo che si vuole fare con la modifica di legge in votazione.

Un approccio del tutto ragionevole ad un problema reale. Perché è fuori di dubbio che il prossimo 27 settembre si vota sul lupo, tutto il resto è fumo negli occhi voluto o ingigantito ad arte per confondere le idee. Non vi sarà infatti alcuna arbitraria licenza d’uccidere ma interventi mirati e rigorosamente regolamentati là dove vi sono problemi reali da risolvere. Suona ridicolo sentire che le Autorità preposte si metteranno a sparare scriteriatamente ai cigni o altri uccelli protetti, ai piccoli castori indifesi o alle belle linci dal fare misterioso. La modifica legislativa consente “Una convivenza durevole tra l’uomo e il lupo”, inoltre “Complessivamente la nuova legge migliora la protezione degli animali selvatici e della natura” e queste sono parole della Consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile di questo dossier quale direttrice della divisione dell’ambiente, esponente del Partito Socialista.

Memori di recenti infelici esiti di alcune votazioni purtroppo politicamente sottovalutate (v. legge Weber in materia di residenze secondarie dagli effetti scellerati per le nostre regioni), questa volta il Municipio di Cevio ritiene utile intervenire nel vivace dibattito in materia con una raccomandazione di voto su un tema sicuramente importante per il nostro Comune e si schiera con convinzione a tutela del locale settore agricolo, decisamente fondamentale per la conservazione e la gestione del nostro territorio, condividendone le comprensibili preoccupazioni. Il nostro settore agricolo, per quanto non sempre ineccepibile nello svolgimento del proprio ruolo, va difeso con determinazione in quanto non può permettersi una presenza incontrollata del lupo.

Invitiamo pertanto a sostenere con un convinto SÌ la modifica della legge sulla caccia e, visto che nella circostanza conta il numero dei voti e non i km2 di un Comune di Valle demograficamente debole, rivolgiamo questo invito soprattutto ai votanti delle città e delle zone urbane per dimostrare concreta solidarietà alle regioni di montagna – che quest’estate avete tanto apprezzato – senza lasciarvi soggiogare ingenuamente dal fascino selvaggio che indubbiamente emana il lupo … animale predatore, invadente e potenzialmente pericoloso. Da questa votazione, passasse il NO, il nostro settore agricolo potrebbe facilmente uscirne devastato … ma poi sarà troppo tardi e della presenza del lupo non ce ne faremo un bel nulla!

 

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