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GERMANIALa Russia ha chiuso i rubinetti di Nord Stream: niente più gas verso la Germania

11.07.22 - 10:44
Il motivo ufficiale è una serie di lavori di manutenzione previsti da tempo, ma in molti temono che non li riaprirà più.
Reuters
La Russia ha chiuso i rubinetti di Nord Stream: niente più gas verso la Germania
Il motivo ufficiale è una serie di lavori di manutenzione previsti da tempo, ma in molti temono che non li riaprirà più.
La preoccupazione in Europa è alta, soprattutto pensando all'inverno, e non sono escluse ripercussioni anche per la Confederazione.

BERLINO - Annunciata, attesa e temuta la chiusura dei rubinetti è infine arrivata. A partire dalle 6 di questa mattina il flusso di gas dalla Russia verso la Germania - attraverso il noto gasdotto Nord Stream 1 - ha iniziato a calare fino ad azzerarsi completamente attorno a metà mattinata.

Il motivo ufficiale sarebbe da ricercare in una serie di lavori di manutenzione riguardanti alcune turbine che vanno sostituite, così come una generale revisione che interesserà tanto le valvole d'intersezione quanto i software.

Le procedure, di routine e già schedulate da tempo, dureranno fino al 21 luglio e durante questo intervallo «non sono previste erogazioni di alcun tipo», ha confermato ai media il portavoce di Gazprom.  Per dieci giorni esatti, quindi, non un refolo di gas transiterà dai tubi verso la Germania. 

Malgrado la natura apparentemente standard dello stop la preoccupazione a Berlino e nel Vecchio Continente resta alta, secondo molti - infatti - la possibilità che, fra due settimane, il Cremlino decida di non riaprire i rubinetti è tutto fuorché remota. Già nel mese di giugno i rifornimenti da parte di Gazprom sono calati in maniera importante, scrivono i media tedeschi. 

Con gli occhi già rivolti alla fine dell'anno, non è escluso che Putin voglia continuare a mettere sotto pressione l'Occidente puntando sulle risorse energetiche, in questo caso il gas, con un contropiede particolarmente velenoso in un momento in cui l'Europa si è già impegnata a intraprendere un percorso di riduzione delle emissioni in ottica verde. In caso Nord Stream non ricominciasse a pompare - in ogni caso - oltre alla Germania sarebbero anche altri i Paesi europei a rischiare un gelido inverno. 

Un'eventualità, questa, che in qualche modo toccherà anche in Svizzera. Più che le economie domestiche a farne le spese sarebbero soprattutto le imprese e le industrie che invece adoperano largamente il gas nel loro ciclo produttivo. Se i rappresentanti di settori si dicono «estremamente preoccupati da un possibile impatto reale e grande», anche la politica non lesina segnali d'allarme.

Oltre alla ministra dell'Energia Simonetta Sommaruga anche il ministro dell'Economia Guy Parmelin, qualche settimana fa, aveva parlato di «una situazione molto difficile». Il motivo riguarda «la totale dipendenza della Confederazione dalle importazioni», così come l'assenza di strutture di stoccaggio sul territorio elvetico.

Sebbene una parte delle forniture per i prossimi mesi siano già state acquistate, e la consegna dovrebbe essere garantita, gli scenari per il futuro restano assolutamente nebulosi.

COMMENTI
 
Eliarb 2 mesi fa su tio
Il NordStream2 non è mai entrato in funzione. Si tratta evidentemente del NordStream1!
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