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Berna: «Il blocco dei ristorni viola gli accordi con Roma»

Il Governo federale risponde all'interpellanza di Quadri in relazione alla tassa sulla salute che Regione Lombardia intende applicare ai vecchi frontalieri: «Al momento non è ancora stata applicata»
Archvio TiPress
Fonte ats
Berna: «Il blocco dei ristorni viola gli accordi con Roma»
Il Governo federale risponde all'interpellanza di Quadri in relazione alla tassa sulla salute che Regione Lombardia intende applicare ai vecchi frontalieri: «Al momento non è ancora stata applicata»

BERNA - Una deduzione totale o parziale dai ristorni del ricavato generato dalla tassa sulla salute, che l'Italia intende applicare ai "vecchi" frontalieri, sarebbe contraria agli accordi fra Berna e Roma su questi lavoratori. È quanto risponde il Consiglio federale a un'interpellanza di Lorenzo Quadri (Lega-UDC/TI).

Il consigliere nazionale ticinese giustifica la sua proposta col fatto che una simile tassa sarebbe, a suo avviso, paragonabile a un'imposta, quindi contraria all'accordo sulla fiscalità dei frontalieri. Una simile violazione, a parere del leghista luganese, permetterebbe di rimettere in discussione i ristorni, o quantomeno l'ammontare dei medesimi, a vantaggio dell'erario ticinese, e anche di quello federale.

Rispondendo ai diversi quesiti di Quadri, il governo ricorda dapprima che la cosiddetta tassa sulla salute non è ancora stata applicata. Benché gli accordi tra la Confederazione e la Repubblica Italiana per evitare le doppie imposizioni si applichino esclusivamente alle imposte sul reddito e sul patrimonio, aggiunge l'esecutivo, «il semplice fatto che il contributo sanitario venga calcolato in base al reddito non giustifica la sua qualifica come imposta sul reddito. Altri aspetti, come lo scopo specifico del contributo sanitario o il limite di 200 euro al mese, suggerirebbero piuttosto il contrario».

Il Consiglio federale conclude che, sulla base delle norme attuali che codificano il contributo sanitario e alla luce del fatto che finora nessun frontaliere sta effettivamente pagando questo contributo, non è possibile al momento rilevare una violazione dell'accordo sui frontalieri da parte dell'Italia.

Infine, conclude il Consiglio federale, una deduzione parziale della compensazione finanziaria oppure qualsiasi altra misura unilaterale di simile natura (leggi blocco dei ristorni di cui si discute in Ticino, misura invisa al consigliere federale Ignazio Cassis, n.d.r), costituirebbe una violazione dell'accordo sui lavoratori di confine.

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