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ConfineSuv svizzero rimosso a Como, parla l'automobilista

12.07.22 - 16:23
Lo sfogo social del proprietario dell'auto: «C'erano altre macchine oltre alla mia che non sono state rimosse»
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Suv svizzero rimosso a Como, parla l'automobilista
Lo sfogo social del proprietario dell'auto: «C'erano altre macchine oltre alla mia che non sono state rimosse»

COMO - Prosegue su Instagram la polemica intorno alla vicenda del Suv con targa svizzera rimosso in centro a Como qualche giorno fa. Ad alimentare il fatto è il proprietario del fuoristrada, che - come riportato da LiberaTv - affida al popolare social network la sua versione dei fatti e non le manda a dire al sindaco della città lariana Alessandro Rapinese.

La polemica con il sindaco - Così scrive infatti l’automobilista svizzero sul suo profilo: «Rapinese penso che lei sia stato davvero confuso dal piccolo libretto rosso a cui si ispira» Per poi proseguire: «la macchina non è stata rimossa, gli agenti intervenuti hanno fatto capire che si vergognavano del loro sindaco, ho messo la macchina lì per spendere soldi nella città della quale è sindaco».

Mancano i posteggi- L’automobilista giustifica l’infrazione commessa con il fatto che «non ci sono posteggi da nessuna parte, ovviamente includo soprattutto quelli a pagamento e purtroppo l’unica scelta era mettere la macchina dove la metto da dieci anni». E sottolinea come oltre alla sua vi fossero «tantissime vetture posteggiate come la mia e con targhe italiane alle quali non è stato fatto nulla poiché è prassi» alludendo alla “campagna” sanzionatoria di sensibilizzazione secondo alcuni pianificata quasi esclusivamente all’indirizzo degli automobilisti elvetici.

Le multe non riscosse degli automobilisti elvetici - L’amministrazione comasca - come denunciato in passato anche da precedenti governi locali - lamenta di sovente l’impossibilità di riscuotere le somme delle infrazioni stradali commesse dagli automobilisti svizzeri in territorio italiano. Da qui la “caccia” alle targhe rossocrociate e alla rimozione facile: l’eventualità di fare entrare in servizio - come era stato ventilato - dei mezzi specificatamente da adibire alla rimozione delle sole autovetture elvetiche è stata smentita anche nelle più recenti dichiarazioni del sindaco di Como.

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