Asilanti, è scontro tra Comuni del Mendrisiotto e SEM: «Decisione incomprensibile e illegale»

Balerna, Chiasso e Novazzano contestano la decisione della SEM di collocare richiedenti asilo problematici al Centro Pasture. Minacciano ricorso al Tribunale amministrativo federale.
CHIASSO - I Municipi di Balerna, Chiasso e Novazzano alzano la voce contro la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Al centro della contestazione c’è la decisione di non trasferire più i richiedenti l’asilo considerati problematici nei Centri speciali della Confederazione, bensì di collocarli in aree separate e con un dispositivo di sicurezza adeguato presso il Centro Pasture di Balerna-Novazzano. Una una scelta che viene definita dalle autorità comunali «incomprensibile e illegale».
Da diversi anni i tre Comuni del Mendrisiotto chiedono a Berna misure concrete per affrontare la presenza di richiedenti l’asilo che, con il loro comportamento, creano problemi di ordine pubblico sul territorio. Secondo i Municipi, le azioni di una minoranza finiscono per danneggiare anche la stragrande maggioranza dei richiedenti che si comporta correttamente, alimentando tensioni nella popolazione e vanificando gli sforzi di integrazione portati avanti dalle istituzioni e dalla società civile.
Nel comunicato diffuso congiuntamente, i Municipi criticano duramente la recente misura adottata dalla SEM, ritenuta focalizzata esclusivamente sulle dinamiche interne ai Centri federali e incapace di considerare le ricadute sul territorio. Una scelta che, secondo le autorità locali, va nella direzione opposta rispetto alle richieste avanzate da tempo.
Particolarmente contestata è la mancanza di consultazione di Cantone e Comuni. L’articolo 24 capoverso 2 della Legge sull’asilo (LAsi) prevede infatti che la SEM coinvolga tempestivamente gli enti locali nell’istituzione dei centri. In questo caso, sottolineano i Municipi, la decisione sarebbe stata presa senza alcun confronto preventivo, ponendo le autorità ticinesi di fronte al fatto compiuto.
Nel mirino finisce anche l’interpretazione dell’articolo 24a LAsi, che stabilisce il collocamento in Centri speciali dei richiedenti l’asilo che compromettono gravemente la sicurezza e l’ordine pubblico o disturbano in modo significativo il funzionamento dei Centri federali. La legge parla esplicitamente di «Centri» al plurale, il che implica — secondo i Municipi — l’esistenza di almeno due strutture.
Con la chiusura del Centro speciale di Les Verrières, attualmente non risulta però attivo alcun Centro speciale sul territorio nazionale. Una situazione che, a giudizio delle autorità comunali, viola già di per sé la Legge sull’asilo.
Ancora più problematica, secondo Balerna, Chiasso e Novazzano, è la decisione di sostituire i Centri speciali con reparti securizzati all’interno dei Centri ordinari. Una soluzione che contrasterebbe apertamente con la normativa federale, la quale prevede il collocamento in strutture dedicate, eventualmente accompagnato da misure restrittive della libertà di accesso al territorio.
I tre Municipi esprimono «profondo disappunto» per una decisione presa senza il loro coinvolgimento e senza l’adozione di misure a tutela del territorio. Chiedono inoltre un approfondimento e una rivalutazione della strategia annunciata, nonché di essere coinvolti, insieme al Cantone, prima della sua attuazione.
Non è esclusa infine la via giudiziaria: le autorità comunali stanno valutando l’inoltro di un ricorso al Tribunale amministrativo federale per violazione degli articoli 24 e 24a della Legge sull’asilo.




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