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La voce poetica di Alberto Nessi: «La critica alla Svizzera l'accetto, ma rispettate il dolore»

Il poeta e scrittore ticinese, ospite di una nuova puntata di Tio Talk, si racconta e parla anche del suo ultimo libro "In cerca della luce. Storie di artisti venuti in Ticino».
La voce poetica di Alberto Nessi: «La critica alla Svizzera l'accetto, ma rispettate il dolore»
Davide Giordano tio/20min
La voce poetica di Alberto Nessi: «La critica alla Svizzera l'accetto, ma rispettate il dolore»
Il poeta e scrittore ticinese, ospite di una nuova puntata di Tio Talk, si racconta e parla anche del suo ultimo libro "In cerca della luce. Storie di artisti venuti in Ticino».

SAVOSA - Una delle voci poetiche e letterarie più intense e raffinate della Svizzera: lui, Alberto Nessi, 85 anni portati magnificamente, si racconta a TicinOnline, nella nuova puntata di TioTalk. Il "buen retiro" di Bruzella, sulle colline del Mendrisiotto, dove vive, scrive e sogna. «È proprio così che vorrei un giorno essere ricordato, come un sognatore» confessa. Ma anche i suoi padri spirituali e gli artisti che lo hanno ispirato, artisticamente e umanamente, alcuni dei quali racchiusi nel bellissimo libro "In cerca della luce. Storie di artisti venuti in Ticino", uscito per Casagrande.

Nessi racconta quel Mendrisiotto collinare e dei declivi considerato «la Toscana del Ticino, anche esagerando un po'» e la bellezza perduta di un cantone che soffre «delle ferite inferte dall'azione dell'uomo e che hanno creato la bruttezza. Ad esempio il piano Scairolo non si può dire che sia bello».

Un uomo del '40, che ha «vissuto negli interstizi della civiltà contadina» e «cresciuto alla periferia di Chiasso». Da sempre «attratto dalla vita dei paesi, dal paesaggio e dalla campagna che aveva una sua bellezza incontestabilmente, come oggi mantiene Meride», di sè dice di avere un'anima dai due volti: «Una affabile e propensa alla socialità, alle amabili conversazioni, l'altra malinconica. Dentro di me rimugino. Amo la solitudine. Senza solitudine non si può scrivere».

Il poeta esprime anche la sua opinione sui recenti attacchi dell'Italia alla Svizzera per il modo in cui sta portando avanti le indagini sulla tragedia di Crans-Montana. «Smitizzare i valori della Svizzera mi sta bene, l'ho fatto anche io come svizzero, come svizzero-italiano. La critica l'accetto, la sento necessaria per una democrazia sana. È bene criticare il proprio Paese dall'interno. Nella fattispecie, in un momento così tragico, direi di fare un po' attenzione e rispettare questo momento di dolore e non esercitare un giornalismo troppo aggressivo. Ciò detto accetto il fatto che si critichi come le autorità di Crans-Montana abbiano agito. Ed hanno agito in modo scorretto».

Guarda l'intervista integrale e gli altri episodi di TioTalk su Tio.ch, oppure sul nostro canale YouTube.


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