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14.06.2021 - 06:000
Aggiornamento : 11:03

Allievi tutti in aula e quasi 170 quarantene di classe

È il bilancio dell'anno scolastico che in Ticino si conclude il prossimo 18 giugno

Per il DECS era fondamentale evitare l'insegnamento a distanza, che può essere problematico per una parte consistente degli alunni. Nel nostro cantone si contano complessivamente quasi tremila sezioni

BELLINZONA - Dopo che la scorsa primavera la scuola ticinese era stata chiusa per un periodo d'insegnamento a distanza a causa della pandemia, lo scorso 31 agosto circa 50'000 allievi sono tornati in aula per un nuovo anno scolastico. E stavolta ci sono rimasti fino all'ultimo: il prossimo 18 giugno inizieranno le vacanze estive e le scuole sono sempre rimaste aperte.

Ed era l'obiettivo che Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell'educazione (DECS), aveva annunciato la scorsa estate: «Dobbiamo evitare l'insegnamento a distanza, perché potrebbe essere problematico per una parte consistente della popolazione scolastica». Negli istituti sono quindi stati messi in atto piani di protezione (con tanto di obbligo di mascherina, dapprima solo nelle scuole postobbligatorie poi anche alle medie). E quale ulteriore misura per frenare la diffusione del virus, è stato fatto ricorso alle quarantene di classe.

Quarantene che sono scattate, durante tutto l'anno scolastico, complessivamente in 168 occasioni, come si evince dai dati presenti sul sito del DECS. Va però considerato, come ricordato in più occasioni anche dalle autorità, che in tutto il Ticino si contano quasi tremila sezioni: 421 di scuola dell'infanzia, 803 di scuola elementare, 607 di scuola media e 1'156 delle scuole postobbligatorie cantonali.

Quarantene soprattutto alle elementari - Ma in quale livello scolastico si conta il maggior numero di quarantene di classe? Si tratta in particolare della scuola elementare, dove ne sono state registrate 89. Seguono le scuole postobbligatorie (36), la scuola media (24) e infine la scuola dell'infanzia (16, con la prima il 3 febbraio 2021) e le scuole speciali (3).

primi allievi positivi al coronavirus erano stati registrati il 4 settembre al Liceo di Lugano 2 e al Centro professionale sociosanitario di Lugano. Allora la quarantena era stata ordinata solo per alcuni compagni. Pochi giorni dopo, l'11 settembre, era poi scattata la prima quarantena di classe, ordinata al Centro professionale commerciale di Locarno.

Nei primi due mesi dell'anno scolastico, la misura era stata adottata una ventina di volte. E le quarantene di classe sono poi aumentate soprattutto durante lo scorso marzo (45 in un mese). Un incremento che va però ricondotto alla diffusione delle nuove e più contagiose varianti del virus. Le autorità hanno infatti da una parte raccomandato di testare i bambini con meno di undici anni, dall'altra modificato le direttive: «Ora - spiegava infatti la direzione de DECS - nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole elementari il provvedimento scatta a partire da un singolo caso positivo, comportando un numero complessivamente leggermente superiore di quarantene simultanee rispetto all'autunno».

Insegnamento a distanza per tutto l'istituto - In sole quattro occasioni si è resa necessaria la chiusura di un intero istituto scolastico. La prima volta a Morbio Inferiore, dove a metà dello scorso gennaio erano stati riscontrati 13 casi di coronavirus, di cui almeno due riconducibili alla variante britannica. In seguito la misura era scattata anche all'istituto scolastico comunale di Tenero-Contra (4 febbraio 2021), alle elementari di Chiasso (decisione presa il 30 marzo 2021 a titolo precauzionale) e alle elementari di Intragna (25 aprile 2021).

In più occasioni le autorità hanno ribadito, anche a fronte di queste cifre, che «la scuola è un luogo sicuro». Già lo scorso autunno, Bertoli aveva spiegato che «le aule scolastiche non sono un luogo di contagio» e che «è sostanzialmente verificato che il virus entra nella scuola dall'esterno, non viene portato dalla scuola verso l'esterno».

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