LIVE - CONCLUSO
CANTONE

La scuola ricomincia in aula, per tutti

Lo ha comunicato oggi il Governo ticinese: «È lo scenario che fa funzionare le scuole in maniera corretta»

La mascherina è obbligatoria soltanto per i docenti negli spazi comuni. Per gli allievi è sconsigliata negli istituti comunali, e facoltativa alle medie e nel post-obbligo


Le possibilità erano tre: il rientro in aula per tutti gli allievi, la scuola ibrida in cui si alternano lezioni a distanza e in presenza, e l'insegnamento a distanza per tutti. Ora il Governo ticinese ha preso la sua decisione: il prossimo 31 agosto partiranno le lezioni in presenza per tutti gli allievi, sia nella scuola obbligatoria sia in quella post-obbligatoria. «È lo scenario che fa funzionare le scuole in maniera corretta» ha detto il consigliere di Stato Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport, in un'odierna conferenza stampa del Governo ticinese.

Questione di distanza - Naturalmente continueranno a valere, in tutti gli ordini scolastici, misure d'igiene e di distanziamento. In particolare per quanto riguarda il distanziamento, si rileva una differenza tra scuola dell'obbligo e quella del post-obbligo: nella prima la distanza di sicurezza di un metro e mezzo vale soltanto tra allievi e docenti, mentre nella scuola post-obbligatoria va mantenuta anche tra gli allievi. «Ogni istituto sta allestendo un piano di protezione secondo un modello fornito dal Cantone» ha spiegato Bertoli. Per determinate disciplina sono necessari degli accorgimenti. Per esempio l'educazione fisica dovrà prevedere attività che evitino un contatto fisico troppo frequente.

Mascherina facoltativa - Il Consiglio di Stato si è chinato anche sulla questione della mascherina, che in nessun ordine scolastico sarà obbligatoria, se non per i docenti negli spazi comuni degli istituti. «Questo perché secondo le indicazioni ricevute da altri cantoni, non di rado sono stati gli insegnanti a portare il Covid-19 nelle scuole». Per quanto riguarda gli allievi, nelle scuole comunali l'utilizzo della mascherina è sconsigliato, mentre alle medie è facoltativo. Per gli allievi del post-obbligo le mascherine sono attualmente facoltative, «ma dipende dalla situazione nei vari istituti». Infatti, se non sarà possibile mantenere la distanza di un metro e mezzo tra gli allievi, in taluni casi potrebbe scattare l'obbligo.

Gli altri scenari? «Da evitare» - Ora le autorità auspicano che «l'anno scolastico possa cominciare bene con una scuola efficace». E Bertoli ha aggiunto: «Se remiamo tutti nella stessa direzione, penso che potremo immaginare anche un intero anno scolastico a classi complete». Il Cantone potrà comunque decidere il passaggio a un altro scenario, secondo l'andamento della pandemia. «Ma dobbiamo cercare di evitarlo, perché gli altri scenari potrebbero essere problematici per una parte consistente della popolazione scolastica» ha sottolineato il direttore del DECS.

La situazione epidemiologica - In apertura della conferenza stampa, il medico cantonale Giorgio Merlani ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica in Ticino: «I numeri sono abbastanza gestibili, l'importante è che restino a questo livello» ha detto. Per quanto riguarda i nuovi casi, Merlani ha sottolineato che «quasi la metà» è dovuta a rientri dall'estero, non sempre da paesi a rischio. Attualmente nel nostro cantone sono tredici le persone in isolamento, mentre quelle in quarantena sono quaranta.

11:58

La conferenza stampa del Consiglio di Stato è terminata. Grazie di averla seguita su tio/20minuti.

11:57

Lo scenario 1 prevede lo svolgimento "normale" delle lezioni di educazione fisica?
Bertoli:
«Per alcune discipline sono previste indicazioni specifiche. Sarà probabilmente indicato di evitare sport che prevedono il contatto diretto fisico frequente tra allievi. Dovremo puntare su altre cose. In educazione visiva e plastica bisognerà fare attenzione all'uso di materiali. Ma si devono poter mantenere queste discipline, con la necessaria prudenza».

11:52

Influenza stagionale e coronavirus: come sarà affrontata la situazione?
Merlani: «Si cerca di aumentare la disponibilità di vaccini e si cercheranno di vaccinare di più le persone vulnerabili. E per quanto riguarda la diagnostica: la capacità diagnostica è cresciuta, si possono fare migliaia di test al giorno, quando ci sono sintomi sospetti bisogna ritenere che sia coronavirus fino a prova contraria».

11:48

Sono previsti dei limiti per l'introduzione dei vari scenari? E vengono introdotti a livello cantonale?
Bertoli: «Sono decisioni che verranno prese dal Governo e vale per tutti gli ordini scolastico. Ma non ci sono dei limiti fissari preliminarmente. E non è detto che il passaggio a un altro scenario debba valere per tutte le scuole da Chiasso ad Airolo. È comunque importante che gli scenari siano pronti e che chi deve agire sappia come agire».

11:41

Sul coronavirus aumentano le conoscenze. La decisione di ripartire in presenza, come viene vista dal punto di vista medico?
Merlani:
«È fondamentale ricordarsi che il ruolo della scuola nella diffusione della pandemia è collegata all'esperienza dell'influenza: i bambini sono dei cosiddetti superspreader. Nessun piano pandemico ha mai previsto di chiudere le scuole a protezione dei bambini ma a protezione della società. Nella prima fase abbiamo optato per la chiusura della scuola, perché il ruolo dei bambini nella diffusione del virus non era ancora chiaro. Ora non c'è ancora chiarezza, ma sappiamo che non sono il motore principale della diffusione del virus». Il medico cantonale comunque sottolinea che «i bambini quando si infettano hanno dei percorsi blandi, non si può garantire che non ci saranno contagi a scuola ma non saranno questi a far esplodere la pandemia. Sicuramente ci saranno delle classi poste in quarantena, ma non possiamo chiudere la scuola per paura che qualche bambino si contagi. Se ci fosse una seconda ondata, è molto probabile che le scuole siano le ultime a essere chiuse».
Bertoli: «Per quanto riguarda le possibili quarantene di classi, si sta valutando come trattare la situazione: stiamo vedendo cosa si possibile fare in termini scolastici, per evitare che in quel lasso di tempo gli allievi non stiano a casa a non fare nulla».

11:38

Mense e pausa, come ci si organizzerà?
Bertoli:
«Le mense dispongono di piani di protezione, mentre le ricreazioni saranno organizzate in modo da evitare assembramenti».

11:37

Ora viene dato spazio alle domande dei giornalisti.

11:36

Bertoli: «Auspichiamo che l'anno scolastico possa cominciare bene, in modo che la scuola sia efficace. Dovremo avere pazienza, perché le misure potranno essere allentate o rafforzate, a seconda dell'andamento della pandemia. Ma se tutti remiamo nella stessa direzione, penso che potremo immaginare anche un anno scolastico intero a classi complete. Se andrà diversamente, tutto sarà più difficile perché gli altri scenari sono comunque problematici per un buon funzionamento della scuola. Oggi andare verso l'applicazione di uno scenario ibrido o di lezioni a distanza potrebbe essere problematico per una parte consistente della popolazione scolastica, soprattutto se scatta a poco dall'inizio dell'anno scolastico». Quindi: «Dobbiamo cercare di evitare gli scenari 2 e 3».

11:34

Per i docenti la mascherina sarà facoltativa nelle aule scolastiche, ma sarà obbligatoria negli spazi comuni. «Questo perché le indicazioni che abbiamo avuto da altri cantoni ci hanno mostrato che non di rado sono stati i docenti a portare il Covid-19 negli istituti, soprattutto negli spazi comuni». Si tratta quindi di una «misura di prudenza».

11:32

Sulle mascherine: Per gli allievi delle scuole comunali sono sconsigliate, in quanto «controproducenti». Per le medie sono facoltative. Per gli allievi del post-obbligo sono attualmente facoltative, «ma dipende dalla situazione nei vari istituti, dove in taluni casi potrebbe essere obbligatoria».

11:31

Bertoli: «Sono in preparazione delle schede per i docenti che riprendono parte degli elementi dei piani di protezione e degli scenari. Sul terzo scenario la pianificazione sarà completa entro il 31 agosto, al termine del periodo di consultazione».

11:27

«Poi ci sono tutte le misure da adottare sul fronte logistico: nelle aule il concetto principale è che nell'obbligo la distanza tra docente e allievo deve essere di un metro e mezzo, avremo delle discussioni specifiche per quanto riguarda la scuola dell'infanzia. Per il post-obbligo è in corso una verifica istituto per istituto per capire dove la questione del metro e mezzo in classe non può essere garantita». Nel post-obbligo dipende dal numero di classi che dovranno trovare posto negli spazi degli istituti. Quando nel post-obbligo il metro e mezzo non si riesce a rispettare, l'uso della mascherina è possibile.

11:26

Docenti e allievi che dovessero manifestare dei sintomi dovranno adottare un determinato comportamento, ossia «tornare a casa».

11:25

Il modello del piano di protezione è diverso per la scuola dell'obbligo e per quella post-obbligatoria. «La principale differenza - spiega ancora il direttore del DECS - riguarda proprio il distanziamento tra gli allievi, per i minori di quindici anni e per quelli con più di quindici anni».

11:24

Ogni istituto sta allestendo il piano di protezione da adottare secondo un modello fornito dal Cantone. «È possibile che in questi giorni aggiungeremo ancora altre piccole attenzioni che si sono nel frattempo rese necessarie e opportune» spiega Bertoli.

11:23

Pur restando nello scenario 1, sarà possibile aggiungere misure, secondo le necessità, fa sapere Manuele Bertoli. «Lo scopo è di mantenere lo scenario 1 e di evitare il più possibile di passare a un altro scenario».

11:22

Varranno le misure d'igiene e di distanziamento. C'è una differenza tra scuola dell'obbligo e quella post-obbligatorio: in quella dell'obbligo il metro e mezzo tra gli allievi non è necessario, ma vale quello tra docenti e allievi. «Nella scuola post-obbligatoria la distanza va mantenuta anche tra gli allievi».

11:20

La decisione del Governo è di aprire le scuole secondo il primo scenario, ossia il rientro in classe di tutti gli allievi. «È lo scenario che fa funzionare le scuole in maniera corretta» sottolinea Bertoli.

11:18

Bertoli ricorda quindi quali erano i tre scenari al vaglio del Consiglio di Stato: il rientro completo, la versione ibrida (metà classe presente in aula in fasi alternate), e la scuola a distanza.

11:18

La parola passa al consigliere di Stato Manuele Bertoli, direttore del DECS: «La data odierna non è stata scelta a caso per comunicare la decisione sulle scuole: è sufficientemente vicina alla riapertura delle scuole, e sufficientemente lontana per organizzarsi».

11:16

L'appello di Merlani: «Pazientate ancora un po', in quanto dalle strutture sanitarie ci segnalano la difficoltà di accettare ancora le limitazioni negli orari di visita. Stiamo rivedendo le limitazioni, in modo da garantire comunque la sicurezza». E aggiunge: «Dobbiamo restare vigili».

11:13

Merlani parla quindi delle statistiche del contact tracing: «Quasi la metà dei nuovi positivi sono dovuti al rientro dall'estero, non sempre da paesi a rischio».

11:11

Per quanto riguarda i rientri dai paesi a rischio, il medico cantonale ricorda l'obbligo di osservare una quarantena di dieci giorni: «Sono state 769 le persone che si sono sinora annunciate in Ticino. E sono 217 persone attualmente in quarantena».

11:10

«In Ticino i numeri sono abbastanza gestibili, l'importante è che resti così» sottolinea ancora Merlani.

11:10

Merlani: «Queste cifre relativamente contenute permettono di effettuare il contact tracing». Infatti se ogni giorno ci sono pochi casi, «è possibile ricostruire bene le catene di contagio». Oggi ci sono tredici persone in isolamento, le persone in quarantena sono quaranta (1'026 dall'inizio del contact tracing, partito l'11 maggio).

11:08

Parla quindi il medico cantonale Giorgio Merlani, che parte da un aggiornamento sui contagi: «Dopo un giugno estremamente basso, abbiamo avuto un luglio altalenante ma comunque sempre con cifre sotto i dieci. Abbiamo comunque una situazione di relativa stabilità». Negli ultimi giorni non ci sono stati nuovi ricoveri.

11:07

Le decisioni relativa alla scuola, sottolinea Gobbi, sono di competenza cantonale.

11:06

«Anche la scuola si è dovuta confrontare con quella che abbiamo definito come una “nuova normalità”» ricorda Gobbi.

11:06

Prende la parola il presidente del Governo ticinese, Norman Gobbi: «L'ambito scolastico è stato uno di quelli sensibili dal punto di vista istituzionale: l'obiettivo delle decisioni che comunichiamo oggi è di permettere l'implemento di tutte le misure necessarie».

11:04

Inizia a breve a Bellinzona la conferenza del Consiglio di Stato in vista dell'inizio dell'anno scolastico 2020/21.

10:41
Archivio Tipress

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-09-24 08:31:13 | 91.208.130.89