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LUGANO

La risposta alla lettera dei docenti di Viganello: «Le scuole non devono schierarsi»

La risposta all'interrogazione da parte del Municipio: «La nostra comunicazione? Opportuna».
Ti-Press
La risposta alla lettera dei docenti di Viganello: «Le scuole non devono schierarsi»
La risposta all'interrogazione da parte del Municipio: «La nostra comunicazione? Opportuna».

LUGANO - «La presa di posizione del Municipio non intendeva tanto contestare i contenuti espressi, quanto rilevare l’inopportunità che il collegio docenti intervenga su temi di politica internazionale complessi e potenzialmente divisivi».

La risposta - Il Municipio risponde all’interrogazione di fine ottobre, presentata da Baratti (Verdi e indipendenti) insieme con altri cofirmatari. Il tema al centro dell’attenzione era la lettera dei docenti della scuola media di Viganello firmata a fine settembre e molto critica contro l’inazione della Confederazione nei confronti della tragedia umanitaria di Gaza.

«Non volevamo limitare la libertà d'espressione» - L’interrogazione criticava la decisione dell’esecutivo luganese di chiedere al DECS chiarimenti sulle modalità di gestione di tematiche divisive. «Il Municipio ha interpellato il Consiglio di Stato - è la risposta dell’esecutivo - non per limitare la libertà di opinione o di espressione dei docenti quali cittadini, ma per chiarire i margini entro cui un collegio docente può pronunciarsi pubblicamente a nome dell’istituzione scolastica su temi che non rientrano nella sfera delle competenze dell’autorità scolastica e che presentano una forte rilevanza geopolitica e diplomatica».

«La nostra comunicazione? Opportuna» - Il Municipio ritiene, anche alla luce del dibattito pubblico successivo e per le ragioni esposte in precedenza, «che la comunicazione del 9 ottobre sia stata opportuna rispetto agli obiettivi perseguiti».

«Tema complesso e sensibile» - L’esecutivo «riconosce tuttavia che il tema è complesso e sensibile e che il tono della comunicazione ha potuto generare, in una parte del gruppo di docenti, la percezione di un giudizio sulle intenzioni o sui valori etici che animavano la loro lettera».

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