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LUGANO

«Sembra una setta religiosa». La replica: «Mai consigliato di giocare a fare i trader»

Le critiche a TioTalk di Paolo Bernasconi nei confronti delle criptovalute e del "modello" di Lugano. La risposta di Foletti: «Siamo molto attenti e responsabili»
Ti-press
«Sembra una setta religiosa». La replica: «Mai consigliato di giocare a fare i trader»
Le critiche a TioTalk di Paolo Bernasconi nei confronti delle criptovalute e del "modello" di Lugano. La risposta di Foletti: «Siamo molto attenti e responsabili»

LUGANO - «È il modello peggiore che si possa dare: quello del denaro facile». Ospite di Tio Talk, l’ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi non ha risparmiato critiche al mondo delle criptovalute e, in particolare, al sistema messo a punto dalla città di Lugano.

Un'occasione persa - Nello specifico, l’avvocato ticinese ha sottolineato come si sarebbe auspicato, sul Ceresio ma pure a Ginevra e Zurigo, un centro di competenza per la prevenzione della criminalità finanziaria «o per la sicurezza dei dati. Era il solco che poteva offrire la Svizzera. E invece…».

La «setta» e «il modello "Quick money"» - Per Bernasconi, «quando si vedono certi convegni, pare che manchino solo le majorette. Sembra una setta religiosa: si crede, senza avere però nessuna sicurezza riguardo quello che può succedere». E il risultato, quindi, «è che pochi guadagnano e molti perdono».

In chiusura, l’ex procuratore pubblico si riferisce direttamente a Lugano e al suo sindaco Michele Foletti: «Il modello offerto? “Quick money”. Non avete bisogno di studiare, giocherellate la sera con le criptovalute: guadagnate dei soldi che poi, il giorno dopo, perdete. Per me è il modello peggiore che si possa dare, quello del denaro facile. Al contrario: il denaro è “difficile”».

La replica di Foletti - Contattato da Tio.ch, Foletti, presidente anche della fondazione Lugano Plan ₿, replica, precisando come non si incoraggi «per nulla» questa filosofia. «Intanto - precisa - il Plan ₿ non l’abbiamo posizionato sulle criptovalute, bensì su tre modalità di pagamento differenti. LVGA, la stablecoin emessa dalla città, USD₮, la stablecoin basata sul dollaro, e bitcoin, un modello basato sulla blockchain pubblica e verificabile».

«Mai consigliato di giocare a fare il trader» - Il sindaco della città sul Ceresio ribadisce: «Non abbiamo mai, in nessuna occasione, compresi i Plan ₿ Forum, invitato o consigliato alle persone di investire o giocare a fare i trader con le criptovalute. C’è proprio una parte dedicata all’educazione per rendere attente le persone sui rischi che ci sono in questo mondo, dove ogni giorno nascono 70mila cripto e ogni giorno ne spariscono altrettante. Siamo molto attenti e responsabili».

«Collaborare con le autorità» - Per Foletti «bisogna stare attenti, bisogna cercare di collaborare con le autorità e fornire loro le conoscenze tecnologiche per capire come verificare quello che succede nelle varie blockchain dove vengono sviluppate le criptovalute. Gli strumenti ci sono. Noi portiamo avanti in questo settore i programmi di formazione “blockchain for business”, indirizzati soprattutto a professionisti, avvocati, fiduciari, per spiegare loro come si possa fare un’analisi sulla provenienza delle criptovalute».

Infine, l’invito a non fare di tutta l’erba un fascio: «Non possiamo, per esempio, criminalizzare tutto il denaro contante perché ci sono organizzazioni che lo utilizzano per il riciclaggio o per vendere droga».

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