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SVIZZERA

Le assicurazioni dopo Crans Montana: «Le norme antincendio vanno riviste»

Il settore assicurativo svizzero chiede una revisione delle norme antincendio. «Il rogo di Capodanno dimostra che la Svizzera dispone di un sistema di assicurazioni sociali funzionante e solido»
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Fonte Ats
Le assicurazioni dopo Crans Montana: «Le norme antincendio vanno riviste»
Il settore assicurativo svizzero chiede una revisione delle norme antincendio. «Il rogo di Capodanno dimostra che la Svizzera dispone di un sistema di assicurazioni sociali funzionante e solido»

ZURIGO - A un mese dalla tragedia di Crans-Montana (VS) il settore assicurativo elvetico chiede una revisione approfondita e tecnicamente solida delle prescrizioni federali in materia di protezione antincendio. La richiesta arriva dall'Associazione Svizzera d'Assicurazioni (ASA), che nella sua conferenza stampa annuale ha presentato anche i dati finanziari per il 2025.

Con un occhio (e la mente) a Crans-Montana
Il presidente dell'ASA Stefan Mäder ha aperto l'incontro - stando a quanto riferisce un comunicato - ricordando le vittime dell'incendio di Capodanno in Vallese. «Ora è necessario analizzare le vere cause», ha detto.

«Come paese abbiamo il dovere di intervenire con decisione laddove emergono lacune, siano esse nelle regole o nella loro esecuzione». A proposito delle voci che si solo levate chiedendo un'assicurazione stabili statale, Mäder ha precisato che il punto cruciale non è l'organizzazione, ma «la qualità e l'efficacia delle direttive, dei controlli e dell'esecuzione».

La richiesta di un nuovo quadro a livello federale
Urs Arbter, direttore dell'ASA, ha formalizzato la richiesta del settore. «Il quadro normativo deve soddisfare elevati requisiti di sicurezza, senza però gravare sull'esecuzione con una complessità inutile», ha chiosato. L'organizzazione chiede pertanto una nuova e approfondita verifica tecnica della portata e del contenuto delle prescrizioni antincendio attualmente in revisione, comprendente una consultazione supplementare e un attento esame dei riscontri già pervenuti.

Secondo l'ASA la tragedia di Crans-Montana dimostra che la Svizzera dispone di un sistema di assicurazioni sociali funzionante e solido. Gli assicuratori malattie e infortuni hanno dato il loro contributo affinché l'assistenza medica potesse essere prestata in modo celere e affidabile.

«Il ramo assicurativo si assume pienamente i propri obblighi contrattuali. Ove opportuno, il settore parteciperà a colloqui e discussioni per consentire soluzioni rapide e senza lungaggini burocratiche, nell'interesse delle vittime e delle loro famiglie», ha aggiunto Arbter.

Un'impennata di assenze per malattia
Passando a un altro tema ritenuto prioritario, l'ASA ha informato sugli sviluppi nell'assicurazione d'indennità giornaliera per malattia. A fronte dell'aumento delle assenze dal lavoro per malattia essa assume maggiore importanza: sia come ponte tra l'obbligo dei datori di lavoro di continuare a versare il salario e le assicurazioni sociali, sia nell'ambito della prevenzione e del reinserimento.

«Grazie ad adeguamenti mirati nell'accordo di libero passaggio tra gli assicuratori d'indennità giornaliera per malattia possiamo assolvere questo compito in modo ancora più completo ed evitare eventuali lacune assicurative», ha detto Reto Dahinden, membro del comitato direttivo dell'ASA e CEO di SWICA. A suo avviso i passi intrapresi mostrano che «il settore è in grado di affrontare le sfide: non sono necessari ulteriori interventi statali, né un obbligo assicurativo».

Un settore ancora solido
Intanto i dati finanziari relativi all'anno scorso confermano, secondo l'ASA, la solidità del settore, «un'ancora di stabilità per l'economia e per la clientela». Il volume complessivo dei premi ha mostrato una crescita stabile: la spinta principale è arrivata dal ramo non vita, con un sensibile incremento (+4,4% a 15,7 miliardi di franchi); le assicurazioni relative ai comparti malattie complementari e infortuni sono cresciute meno (+1,7% a 16,4 miliardi), mentre il ramo vita ha marciato sostanzialmente sul posto (+0,1% a 22,8 miliardi). Nell'ambito della riassicurazione, per il 2025 al momento è possibile fare solo una stima, che indica un lieve calo, conclude l'ASA.

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