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ZURIGO
22.11.2021 - 23:590

Il seme dei non vaccinati non è migliore

È uno degli interrogativi che attanaglia gli scettici del vaccino. Ma le prove dimostrano il contrario.

Nessuna sterilità per chi si è vaccinato, anzi. Test di laboratorio mostrano risultati opposti. Per chi contrae il Covid, invece, è più alto il rischio di disfunzione erettile

ZURIGO - No, lo sperma dei non vaccinati non è migliore di quello dei vaccinati. Credendo che la proteina spike, prodotta dalla vaccinazione, si diffonda in tutto il corpo e quindi anche negli spermatozoi, alcune persone stanno rifiutando i vari preparati contro il Covid-19. Insomma, gli uomini temono per la loro fertilità. C'è persino chi, vendendo in rete il suo seme "non vaccinato", pensa di farne un business. Sui social network si trova chi ne vuole fare il prossimo Bitcoin.

In realtà, il timore che i vaccini contro il Covid – soprattutto quelli mRNA di Biontech/Pfizer e Moderna – possano influenzare la quantità e la qualità dello sperma è stato a lungo confutato.

I ricercatori dell'Università di Miami, ad esempio, hanno effettuato degli studi che non hanno mostrato alcuna compromissione dello sperma nelle persone vaccinate sottoposte ai test. Inoltre, nel liquido seminale non è stato trovato alcun residuo della vaccinazione.

Il team di Daniel C. Gonzalez ha confrontato campioni di sperma di 45 uomini di età compresa tra 18 e 50 anni che avevano ricevuto il vaccino da Biontech/Pfizer o Moderna. I campioni sono stati analizzati da due a sette giorni prima della prima dose di vaccino e 70 giorni dopo la seconda dose. Tutti i partecipanti erano rimasti in astinenza sessuale per i sette giorni precedenti al test.

L'unica differenza che Gonzalez e i suoi colleghi sono stati in grado di rilevare è stata l'aumento significativo del numero di spermatozoi dopo la vaccinazione, anche negli otto partecipanti che avevano spermatozoi notevolmente bassi prima dell'immunizzazione. Insomma, non si può parlare di contaminazione o deterioramento dello sperma da parte della vaccinazione contro il Covid-19.

Allo stesso modo la vede Andreas Obruca, direttore medico del centro di fertilità di Vienna e presidente della Società austriaca di fecondazione in vitro. Lo specialista ritiene che si possa escludere una riduzione della fertilità maschile dovuta alla vaccinazione. «Siamo molto chiaramente, e senza riserve, a favore della vaccinazione per gli uomini». In particolare, lo consiglia a coloro che desiderano avere figli, «poiché c'è un'alta probabilità che un'infezione possa portare a una ridotta fertilità».

In contrasto con gli scenari di infertilità diffusi dagli scettici e dai contrari al vaccino, ci sono infatti prove scientifiche (anche in Svizzera) riguardo la «nettamente più alta incidenza di casi di disfunzione erettile» tra coloro che hanno contratto il virus, piuttosto che tra coloro che non l'hanno preso.

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